21 ottobre 2018

Birø - l'intervista esclusiva di VivaMag

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C’è molta sperimentazione nei tuoi brani, ma i testi sembra si “spalmino” molto bene sulla superficie dei suoni da te elaborati, senza che perdano lo spessore dei contenuti. Come nasce l’idea di questo mix tra tradizione cantautorale e l’elettronica?
In realtà non è che sia un’idea ragionata. Apprezzo molto entrambe le realtà: i testi che riescono a raccontare e comunicare e la musica elettronica, semplicemente mi viene naturali unirli. Anche perché l’elettronica comunque permette di esplorare diverse atmosfere e quindi trovare il vestito giusto per il testo.
Ascoltando Boyz le atmosfere cambiano notevolmente rispetto al brano Lupi; apparentemente sembra quasi “dance”, allontanandosi un po’ dall’idea concettuale riverberata nei tuoi lavori precedenti. Come mai questo cambio (se così possiamo definirlo) di direzione?
Anche qui non c’è una riflessione dietro. Ho scritto la canzone, ci piaceva e abbiamo deciso di pubblicarla. Penso che la musica non si limiti ad un unico genere, ci sono canzoni tristi e canzoni allegre. Comunque si, ammetto che Boyz è atipica rispetto al resto delle nostre produzioni e anche il disco che verrà ha sonorità molto più simili ad Incipit che non a questi due singoli.
Ti sei esibito davanti al pubblico del Mi Ami 2017 e di Collisioni Festival; due eventi di notevole rilevanza musicale. Potresti descriverci quali emozioni ti abbia suscitato, la possibilità di esprimerti in platee simili?
Per me è stata una piacevolissima sorpresa. L’invito ai due festival è arrivato molto presto rispetto all’uscita di Incipit e non mi aspettavo proprio di ritrovarmi su palchi del genere. È stata una bellissima esperienza e soprattutto formativa, si impara molto su come gestire l’emozione in casi del genere.
Il progetto RC Waves nasce a Varese, la tua città, ed è stato definito un “contenitore di musica”. Come e da dove nasce l’idea di un simile impegno?
Penso dalla voglia di fare musica e di trovare il modo di proporla. Chi sta dietro ad RcWaves ha osservato e ascoltato a lungo la scena musicale, se n’è fatto un’idea e ha deciso di proporre la sua visione, anche e soprattutto per mettersi in gioco.
A proposito della scena musicale varesina, cosa pensi delle band emergenti e su quali (se ti andasse di farlo) punteresti? Inoltre, hai in mente future collaborazioni, oltre a quelle già concretizzate con Mattia Tavani e Giacomo Zavattoni?
Credo che ci sia una bella realtà, c’è molto entusiasmo ma bisogna trovare il modo per incanalarlo. Spero che col tempo ci saranno sempre più proposte e sempre più band pronte a mettersi in gioco. Per quel che riguarda il futuro non ci penso, ora siamo concentrati sul disco, quel che verrà poi si vedrà.
Restando sempre in tema: il 21 luglio sarai presente al Lake&Sound Fest Varese. Emozionato? Alla fine giochi in casa 😉
Molto emozionato, giocare in casa ha sempre un fascino particolare. Se poi aggiungiamo il fatto che è passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta l’emozione è anche maggiore. Non vedo l’ora.

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