22 gennaio 2019

Des Moines - Like Freshly Mown Grass

Artista: Des Moines
Titolo: Like freshly mown grass
Etichetta: diNotte Records/We Work Records
Voto: 8/10
Sensibile e malinconico, Simone Romei, alias Des Moines, ci colpisce con la sua delicatezza, palpabile nelle corde, abilmente pizzicate. Si percepisce tutto l’amore, dichiaratamente percepibile per il folk inglese, quello old style per intenderci, degli anni ‘60. “Like freshly mown grass” non è semplicemente fingerpicking in loop, senza un senso né una direzione ben precisa; la presenza di Egle Sommacal (produttore del disco), impreziosisce gli arrangiamenti, completando l’opera omnia con l’inserimento di archi, violini e strumenti indiani. Le sonorità acustiche rimandano ai precedenti lavori, ma in una veste cromatica differente, ricalcando un immaginario prebellico, come la tradizione americana contenuta nei suoi brani. I pezzi del nuovo disco si alternano a composizioni strumentali, prive di canto, ma suggestive, calde, sognanti; proprio come lo spirito poetico che evocano. Wood gathering restituisce all’orecchio la giusta simmetria di valori armonici, celebrando un eloquente viaggio interiore, spiritualizzato nella ricchezza di pathos. La monumentale Like freshly mown grass (quasi 9 minuti) sembra confermare la maturità di un artista, segnato dal percorso intrapreso, senza mai voltarsi indietro. Non ci sono ripensamenti in questo brano, così impegnativo, così fluido nella sua linearità. Non ci sono sfumature che sbavino né false piste da seguire: il risultato appare nitido, proprio come il paesaggio impresso sulla copertina dell’album. La pazienza contenuta in questo secondo lavoro non appassisce durante l’ascolto reiterato, ma riproduce un crescendo di suoni, familiari ai grandi esponenti dell’American Primitive Guitar, come John Fahey e Robbie Basho. Sedetevi in riva al lago, se potete, prendete la vostra chitarra e suonate…

Melo Sarnicola

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