19 giugno 2018

Febbre da matrimonio: poesie per gli sposi

Poesie da dedicare agli sposi: Wislawa Szymborska, Erri De Luca e Khalil Gibran - VIvaMag

Febbre da matrimonio: poesie per gli sposi

Harry e Meghan hanno ufficialmente inaugurato la stagione dei matrimoni. Se siete stati scelti per l’imbarazzante discorso agli sposi e non avete idee, Wislawa Szymborska vi suggerisce le parole per conquistare tutti gli invitati: Sono entrambi convinti/ che un sentimento improvviso li unì./ È bella una tale certezza/ ma l’incertezza è più bella./ Non conoscendosi prima, credono/ che non sia mai successo nulla fra loro./ Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi/ dove da tempo potevano incrociarsi?/ Vorrei chiedere loro/ se non ricordano/ una volta un faccia a faccia/forse in una porta girevole?/Uno “scusi” nella ressa? /Un “ha sbagliato numero” nella cornetta?/ ma conosco la risposta./ No, non ricordano./ Li stupirebbe molto sapere/ che già da parecchio/ il caso stava giocando con loro./ Non ancora del tutto pronto/ a mutarsi per loro in destino,/ li avvicinava, li allontanava,/ gli tagliava la strada/ e soffocando un risolino/si scansava con un salto./ Vi furono segni, segnali,/ che importa se indecifrabili./ Forse tre anni fa/ o il martedì scorso/ una fogliolina volò via/ da una spalla all’altra?/Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto./Chissà, era forse la palla/ tra i cespugli dell’infanzia?/Vi furono maniglie e campanelli/ in cui anzitempo/ un tocco si posava sopra un tocco./ Valigie accostate nel deposito bagagli./ Una notte, forse, lo stesso sogno,/ subito confuso al risveglio./ Ogni inizio infatti/ è solo un seguito/ e il libro degli eventi / è sempre aperto a metà. 

La cerimonia è la vostra? Erri De Luca vi regala degli splendidi versi da dedicare alla vostra anima gemella: Quando saremo due saremo veglia e sonno,/affonderemo nella stessa polpa/ come il dente di latte e il suo secondo,/saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,/ come i cieli, del giorno e della notte,/ due come sono i piedi, gli occhi, i reni,/ come i tempi del battito/ i colpi del respiro./Quando saremo due non avremo metà/ Saremo un due che non si può dividere con niente./ Quando saremo due, nessuno sarà uno,/ uno sarà l’uguale di nessuno/ e l’unità consisterà nel due./ Quando saremo due/ cambierà nome pure l’universo/ diventerà diverso.

Il segreto di una longeva e felice unione, però, lo svela Khalil Gibran, che afferma l’importanza di rimanere se stessi:  […]Ma vi sia spazio nella vostra unione,/E tra voi danzino i venti dei cieli./Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:/Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime./Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa./ Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane./ Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,/Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale./ Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,/ Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori./ E siate uniti, ma non troppo vicini;/ Le colonne del tempio si ergono distanti,/ E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

Karin Mosca

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