19 giugno 2018

Giorgieness: mai stanchi di chiacchierare

Fra le tante proposte italiane in ambito indie si è fatta notare (eccome) la cantante e chitarrista Giorgia D’Eraclea con il suo progetto Giorgieness. Il disco “Siamo Tutti Stanchi”, recensito molto positivamente sulle nostre pagine e altrove, ci ha dato modo di conoscere il mondo e l’immaginario di Giorgia mentre il concerto previsto per il prossimo venerdì 22 dicembre a Varese è stato il pretesto per poterle porre qualche domanda…

Ciao Giorgia, vorresti descrivere ai nostri lettori in poche parole il progetto Giorgieness?

Giorgieness è un collettivo di persone che si sono trovate negli anni e hanno in obbiettivo forte comune. Ho cominciato io da sola, chitarra e voce, nel 2011 e da li non ci siamo mai fermati.

Da dove nascono i testi delle vostre canzoni? Partono sempre da qualche esperienza diretta o sono frutto di fantasia o di storie (generazionali o meno) lette o sentite?

I testi sono sempre molto biografici, è quasi una terapia per me, scrivere il mio vissuto nelle canzoni mi aiuta a capirlo e mi fortifica. Sicuramente aver fatto novanta date l’anno scorso ti obbliga ad essere in contatto con tantissime teste diverse e tantissime vite, sono finite un po’ tutte nel nuovo disco.

Invece quali ascolti hanno maggiormente influenzato il tuo/vostro modo di suonare/scrivere?

Non saprei, è una domanda sempre difficile e ascoltiamo davvero tante cose.

Cosa ti/vi rende stanca/stanchi?

È una stanchezza su più piani: mentale, data dall’incertezza. Ma anche fisica, nostra personale.

Avete recentemente firmato un importante contratto discografico. Un grande traguardo o un nuovo inizio?

È un contratto di edizioni. Lo abbiamo vissuto come un punto importante, non è cambiata la nostra vita ma si è rafforzata l’idea che vale la pena crederci e lottare.

Cosa ne pensi del pubblico che frequenta i vostri concerti?

Il pubblico è davvero variegato, ed è questa la cosa che più ci piace e che notiamo di più. Questo è indubbiamente molto bello, perché significa che arriviamo su più livelli.

Farete un tour in Italia? E all’estero?

Sicuramente in Italia, da gennaio si parte seriamente. All’estero ci piacerebbe molto, ci speriamo.

Ci sono posti dove ti senti/vi sentite “a casa”?

Beh sicuramente in studio ci sentiamo a casa, sempre. Allo stesso modo su ogni palco il cui ci sentiamo accolti con calore siamo a casa.

Cosa credi che manchi alla scena alternativa nazionale oggi?

Unità, ci vorrebbe più coesione tra i musicisti. Credo che dallo scambio possano nascere piccole perle, da quello germoglia il pensiero.

I tuoi/vostri progetti per il futuro?

Suonare tanto, il più possibile. E collaborare con altri artisti!

Vincenzo Morreale

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