15 novembre 2018

Goatman - Rhythms

Artista: Goatman
Album: Rhythms
Etichetta: Rocket Recordings, 2018
Voto: 8/10

Rhythms: non esiste titolo più azzeccato per questa bomba afrobeat dai sapori fusion e dal groove gospel. Le origini sconosciute del suo autore rendono questo progetto ancora più intrigante. Infatti di Goatman si conosce solo il suo nome d’arte, la sua nazione, la Svezia e la sua appartenenza al collettivo Goat, anch’esso avvolto dal mistero. Questo debutto deve molto alle grandi figure della cultura afro, da Fela Kuti a Sun Ra, contribuendo così alla rinascita del genere in occidente. Jaam Ak Salam apre le danze nel vero senso della parole con i suoi ritmi festosi e incalzanti. L’assolo di Oud è un viaggio di sola andata verso atmosfere tribali e cosmiche. Con Hum Bebass Nahin torniamo alla musica occidentale, al rock anni ’70 e agli assoli di chitarra tanto cari al buon vecchio Hendrix. Le percussioni elettroniche di Limelight stonano con il resto dell’album, abbassando così il livello di questa pubblicazione. Ci pensa Carry the Load ad alzare nuovamente l’asticella: il suo spiritual jazz, la voce corale della svedese Amanda Werne e gli assoli di sax e flauto rendono questa traccia magica, quasi posseduta dallo spirito del free jazz. La voce dell’artista senegalese Seydi Mandoza è la protagonista di Aduna, la penultima traccia dell’album, che si fa più elettronica attraverso l’uso di synth monofonici, tornando poi ai fiati e alla chitarra libera e selvaggia. Una base di drone music caratterizza l’ultimo brano, Baaneexu, che con le sue atmosfere malinconiche, si posiziona in completa antitesi con il brano in apertura.
Quello a cui l’ascoltatore assiste è un vero e proprio viaggio che mostra le diverse sfaccettature della cultura africana. Un inno all’amore e alla pace senza tempo. Un inno di cui abbiamo dannatamente bisogno.

Noemi Bolis

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