13 dicembre 2018

I Segreti - l'intervista di VivaMag

i segreti

I Segreti sono una delle migliori indie/pop band italiane che ha da poco pubblicato l’album d’esordio “Qualunque cosa sia” (Futura Dischi) anticipato dal singolo L’estate sopra di noi, il quale ha raggiunto il milione di riproduzioni su Spotify. Abbiamo approfittato della loro imminente data Varesina  (sabato 1 dicembre alle Cantine Coopuf di Varese) per porre qualche domanda al trio di Parma…

Ciao ragazzi, a breve suonerete a Varese. Volete raccontare chi sono I Segreti ai nostri lettori?

Siamo un gruppo di tre ragazzi che non vedono l’ora di esprimersi. Ci vogliamo bene e lavoriamo sodo per rendere al meglio quello che facciamo.

Cosa ci facevate tutti e tre nel bagno del liceo? Piuttosto volete parlarci da dove nasce il vostro nome? (N.d.r. L’incontro nei bagni del liceo è citato in rete)

In bagno ci stavamo lavando le mani se non ricordiamo male (N.d.r. Ridono!). Abbiamo scelto questo nome perché pensavamo potesse dare il giusto sfondo al tipo di canzoni che facciamo. Già dal nostro nome precedente “ I Segreti di Charlotte” c’era quella intenzione. Nel tempo abbiamo solamente salutato Charlotte e tenuto il succo del nome.

Come è nato “Qualunque cosa sia”, il vostro album d’esordio?

Il nostro disco è nato in meno di un anno. Avevamo già delle canzoni che ci portavamo avanti da un po’ come Vorrei solo o Bologna, poi nei mesi successivi abbiamo scritto le altre. Doveva partire tutto come un EP di prova inizialmente, dato che il nostro lavoro precedente era in acustico, però ci siamo detti “proviamo a fare qualcosa in elettrico” e da lì è partito tutto.

Di cosa parlano le vostre canzoni? Scrivete tutti e tre?

Sono canzoni con un filtro intimista che parlano di emozioni e sensazioni. Le scrive Angelo, il cantante, successivamente arrangiamo tutto insieme.

Quali sono le vostre principali ispirazioni?

Abbiamo ascolti diversi, diciamo che i nostri dischi preferiti sono: “ Bollicine” di Vasco, “Francesco De Gregori” dell’omonimo e “ Revolver” dei The Beatles.

Per voi conta più la dimensione studio o live?

Bella domanda… diciamo che ci piacciono entrambe. Sicuramente il live è fondamentale e racchiude emozioni incredibili però lo studio aiuta a capire meglio il pezzo per poi registrarlo.

Cosa ne pensate della scena musicale di Parma?

Parma è la città in cui siamo nati e in cui abbiamo sempre suonato in questi anni. Diciamo che non c’è mai stata una vera e propria “scena”, forse anche per questo non vedevamo l’ora di uscire per vedere il mondo fuori.

E di quella italiana?

La scena italiana in questo momento è molto interessante rispetto a qualche anno fa. Ci sono molte più opportunità e più canali per riuscire a farsi sentire. Ci sentiamo fortunati infatti ad uscire di questi tempi.

Cosa pensate manchi alla scena indie?

Guarda, adesso che ci siamo noi niente (N.d.r. Ridono!).

Progetti per il futuro?

I nostri progetti sono quelli di suonare il più possibile, suonare live e continuare a scrivere canzoni.

 

Vincenzo Morreale

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