15 novembre 2018

Il mare di Juan Ramón Jiménez

Juan Ramón Jiménez poeia

Solo un momento! Mare, poter essere

ogni istante diverso, come te,

forte, senza cadute –

Mare calmo, – di cuore freddo e di anima eterna –

mare, ostinata effigie del presente!

 

Premio Nobel per la Letteratura nel 1956, Juan Ramón Jiménez (1881-1958) è uno dei più importanti intellettuali della famosa Generazione del ’14. Il mare è per il poeta il simbolo dell’assoluta bellezza, un alleato contro le difficoltà della vita e la rappresentazione dell’immenso. Il mare, per Jiménez, s’intreccia con l’amore: Diario di poeta e mare , una “breve guida d’amore in terra, mare e cielo”, è il risultato del lungo viaggio che il poeta compie da Madrid a Moguer, Siviglia, Cadice, Jerez, Boston e New York per riabbracciare, e sposare, la sua amata Zenobia Camprubí. Senza dubbi, però, l’amore più forte che si percepisce dai suoi versi è quello per la vita.

Tu mi porti, coscienza piena, tu dio desiderante,/ per tutto il mondo – In questo terzo mare/ quasi odo la tua voce; la voce del vento/ che occupa totalmente il movimento,/ e dei colori e delle luci/marini ed eterni./ La tua voce di fuoco bianco/ nella totalità dell’acqua, della nave, del cielo/ che con delizia delinea le rotte/ fulgidamente m’incide l’orbita mia sicura/ di corpo nero/ con il diamante lucido entro sé.

D’un tratto, mi dilata/ la mia idea,/ e più grande mi fa dell’universo./ Allora, tutto sta/ dentro di me./ Stelle dure, mari profondi,/ idee d’altri, terre/ vergini, sono la mia anima./ E a tutto comando io,/ mentre senza comprendermi,/ tutto pensa a me.

Quanto dolore,/ bellezza!/ L’odio accende fuochi di passione/ sui fuochi lontani fari, grandi fiori rossi,/ delle coste del mare; grida all’erta/ di fiamma bianca e verde,/ sulle grida di fiamme/ dei sogni, che, come nei sogni,/ non si sa, in verità, se furono…/ E sono quelli ancor mal desti/ che brutta espressione, che freddo!/ contro quelli ancor mal addormentati/ che brivido, che espressione ancor più brutta!/ E la morte si unisce con la vita/ inaspettatamente, qua e là, come in bagliori/ di cento colori tragici ed acuti;/ si unisce con il sogno,/ che preferisce morire anziché svegliarsi./ si unisce con il sogno./ Comincia a far giorno rosso e bianco./ Coste che fumano, nel primo sole,/ per quelli che vivono ancora!

Karin Mosca

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