15 novembre 2018

Le poesie possibili - José Saramago

José Saramago nasce come poeta con nel 1966 con la raccolta Le Poesie Possibili - VivaMag

Nobel per la letteratura nel 1998, José Saramago (1922-2010) nasce in realtà come poeta. Il suo esordio sulla scena letteraria portoghese avviene nel 1966, con la pubblicazione della raccolta Le poesie possibili, 147 poesie che si interrogano sull’essenza della poesia stessa e dell’uomo/poeta: Qui nel cuore, forse, o per meglio dire:/ una ferita inferta col coltello, da cui sfugge la vita, sperperata,/ in piena coscienza ci ferisce./ Il desiderare, il volere, il non bastare, / disillusa ricerca del motivo/ che spieghi il nostro esistere casuale,/ questo è che duole, forse qui nel cuore. Un percorso sia poetico che esistenziale, dunque, ricco di quella ironia e di quel disincanto che caratterizzeranno in seguito anche l’opera narrativa. Saramago ci parla di crisi, isolamento, miseria, guerra, terrore e morte, uno specchio della realtà politica del tempo, eppure non perde la speranza: Dev’esserci un colore da scoprire,/ un recondito accordo di parole,/ dev’esserci una chiave per aprire/ nel muro smisurato questa porta./ Dev’esserci un’isola più a sud,/ una corda più tesa e più vibrante,/ un altro mar che nuota in un altro blu,/ un’altra intonazione più cantante. Il poeta rivendica anche il suo essere uomo: ateo, Saramago fa dell’essere terrestre, frutto della terra, la vera divinità a cui dedicare i sacri rituali quotidiani. Dio non esiste ancora, né so quando/ se ne imporrà un abbozzo, un tono almeno/ nel disegno confuso del passaggio/ di stirpi senza fine su questa sfera./ Nessun tratto si perde, nessun gesto,/ che il senso della vita è questo solo:/ fare della Terra un Dio che ci meriti,/ e dare all’Universo il Dio che spera. Non manca poi l’amore, unico sentimento capace di tranquillizzare i toni agitati che contraddistinguono il resto della raccolta:

Di che seta sono fatte le tue dita,
di che avorio le tue cosce lisce,
da quali altezze al passo tuo è giunta
la grazia di camoscio con cui passi.

Da che more mature hanno spremuto
il gusto un po’ asprigno dei tuoi seni,
da che India il bambù della tua cintola,
l’oro degli occhi tuoi, da dove viene.

A quale ondeggiar d’onda vai a cercare
la linea serpentina dei tuoi fianchi,
da dove nasce il fresco della fonte
che dalla bocca sgorga quando ridi.

Da che boschi marini s’è staccato
il ramo di corallo delle vene,
che profumo ti annuncia quando vieni
a cingermi di brame nella notte.

 

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