23 aprile 2018

Matsuo Bashō e lo haiku

Matsuo Basho è considerato il maestro dello Haiku | VivaMag

Matsuo Bashō e lo haiku

Il profumo dell’orchidea
penetra come incenso
le ali di una farfalla.

Gli haiku sono brevi, brevissimi, componimenti poetici giapponesi, costituiti da due immagini iniziali unite da un verso conclusivo. È forse la semplicità di questo modo di comporre che sconvolge per la raffinatezza e la bellezza che vengono evocate. Matsuo Bashō (1644-1694) è considerato uno dei massimi maestri dello haiku, un poeta-monaco che vedeva la poesia come il mezzo attraverso il quale aprire la mente verso la dimensione del wabi, la soddisfazione ottenuta dalla semplicità e dall’austerità, e del sabi, l’apprezzamento di ciò che è imperfetto. La vita, si sa, è mutevole ed effimera, ma la precarietà non deve essere motivo di sconforto. Troviamo, invece, il modo per goderci il momento presente, per entrare in contatto con la natura, con il fiore prima che appassisca e con la primavera prima che passi: Della frescura/ faccio la mia casa/ e qui riposo. O ancora Pioggia di primavera:/ gocciola dal vespaio/ l’acqua della gronda. La chiave della felicità? Essere in sintonia con le cose semplici che la vita ci offre e riuscire a sorprendersi anche solo se La prima ciliegia/ Germoglia/ Tra i fiori di pesco. Leggerezza: un modo di scrivere lineare, senza vezzi, per descrivere un altrettanto semplice modo di concepire il vivere e sperimentare l’unità con il mondo che ci circonda. Dormire profondo/ sul dorso della pietra/ dove sbocciano i garofani!

Karin Mosca

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