11 dicembre 2018

Michele Sanguine (Toro Seduto) - l'intervista di VivaMag

Siamo in compagnia di Michele Sanguine, trentatreenne gallaratese, giovane cantante funky-rap, affetto da distrofia muscolare. Il suo nome d’arte è Toro Seduto. Oggi è qui con noi per raccontarci la sua incredibile storia…

Spiegaci cosa ti ha spinto a diventare un cantante rap!

Mi è sempre piaciuta la musica e il ritmo. Da piccolo, quando potevo muovere ancora le braccia, studiavo la batteria con un insegnante di musica. Perché il rap? Perché avendo un respiratore 24 ore su 24 per me è impossibile cantare melodie che non siano “parlate”. Quindi ho tentato questa avventura nel 2015 componendo un testo e registrando la mia voce. Mi ritengo soddisfatto, per essere un cantante dilettante, perché le visualizzazioni su Youtube del mio primo singolo Proteina hanno sfiorato quota seimila.

Ci sono artisti della scena rap che hanno ispirato il tuo stile? La musica e la metrica dei pezzi che componi?

Se dovessi citare il nome di un artista rap, credo sarebbe Fabri Fibra, per quanto riguarda i primi due brani da me composti. Per quel che riguarda, invece, la stesura del mio ultimo brano ho preso ispirazione da rapper statunitensi degli anni ’90 come Notorius Big.

Proteina è il tuo primo singolo. Il testo ripercorre vicende della tua adolescenza… Sei particolarmente legato a questo brano?

Sì, sono particolarmente legato a questa canzone perché, oltre ad essere stato il mio esordio, riascoltandola ogni volta mi fa pensare alla mia adolescenza e mi fa riflettere…

Recentemente hai scritto Paradosso: un brano composto a “quattro mani” con il sottoscritto. A settembre è prevista l’uscita del video. Si allontana in qualche modo dai temi trattati in Proteina?

Anche nel singolo Paradosso faccio sempre riferimento ad episodi di vita vissuta. Ad esempio il ritornello recita “Il paradosso è questo, guidavo prima e anche adesso” perché quando ero piccolo guidavo sempre la macchinina a batterie per bambini. Mi piaceva tanto guidare e lo faccio ora, tutti i giorni, con una carrozzina elettrica. La particolarità è nel videoclip che, a differenza di Proteina, vede la partecipazione di diverse comparse e l’ambientazione in location differenti come Volandia, Villa Patrizia e Idea Village.

Sappiamo che sei al lavoro su un terzo singolo, ancora senza titolo, e che a fine settembre sono previste le riprese del relativo videoclip. Puoi anticiparci qualcosa?

E’ vero, sto lavorando al terzo singolo e non ho ancora scelto un titolo definitivo. Non voglio sbilanciarmi, ma posso dirvi che il videoclip riserverà delle grandi sorprese…

Progetti per il futuro? Un album contenente tutti i tuoi brani?

Sarebbe un sogno! Vorrei raggiungere questo obiettivo, ma per farlo avrò bisogno di più supporto, prima di poter progettare un lavoro così impegnativo.

 

 

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