16 agosto 2018

MIEN - S/T

Artista: MIEN
Album: MIEN
Etichetta: Rocket Recordings, 2018
Voto: 8.5/10

Cosa succede quando metti assieme Alex Maas dei The Black Angels, Tom Furse dei The Horrors,
Rishi Dhir degli Elephant Stone e John-Mark Lapham dei The Earlies? Succede che crei una super band che sembra essere uscita dai ’60s, tanta sia massiccia la presenza di psichedelia trascendentale in questo album di debutto omonimo, uscito il 6 aprile su Rocket Recordings. L’album apre con Earth Moon, brano caratterizzato dalla presenza del sitar e del flauto traverso che danno subito le coordinate del tipo di album che si andrà ad ascoltare: pura psichedelia sessantiana con riferimenti al lontano est. Non mancano anche basi elettroniche che saranno presenti in tutto l’album, come nel brano Black Habit, dai synth ampi ed eufonici o in (I’m Tired of) Western Shouting, brano carico e ritmato da una batteria effettata, o ancora You Dreamt dalle atmosfere caotiche e confuse. Other rappresenta il momento ambient di tutto il lavoro, seguito poi da Hocus Pocus che vira verso territori più industrial. Con Ropes si torna alle atmosfere orientali e al sitar, creando dei mantra ripetuti in un meraviglioso vortice psichedelico. In Echolalia fa capolino la fusion con un ritmo calypso dai sapori sintetici. Odessey è un brano dalle melodie pop, forse il momento più basso di tutto l’abum, ma che comunque non compromette la riuscita di MIEN. Elemento interessante di questo debutto è l’utilizzo di synth, effetti e basi elettroniche che danno alla materia psichedelica una marcia in più. Un po’ come fecero i Tangerine Dream più quarant’anni fa. Un album da ascoltare ad occhi chiusi lasciandosi trasportare verso territori sconosciuti.

Noemi Bolis

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