16 gennaio 2018

Mountains of the Sun - Blues Astronomico e psichedelia

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Una band di Varese che sicuramente non passa inosservata sono i Mountains of the Sun: giovanissimi e con un’identità artistica assolutamente in controtendenza. Abbiamo incontrato Sebastiano Rizzato, voce e chitarra, per fare il punto sul suo progetto musicale e su questo più che intenso 2017.

Vuoi parlarci sinteticamente di come è nato il gruppo Mountains of the Sun?
E’ nato più come un ritrovo tra amici musicisti che avevano una gran voglia di suonare qualcosa. Io e Federico, bassista, ci conosciamo da anni e nel 2013 abbiamo messo insieme i Me & The Devil Blues assieme a Francesco alla batteria, suonando classici da Robert Johnson a Elmore James. Al mio ritorno da Londra ci è venuto naturale avventurarci nella psichedelia, pur non lasciandoci il blues alle spalle che considero una parte viscerale. Siamo Mountains Of The Sun da un paio d’anni, ci piace il nome e pensiamo sia evocativo, è nato un po’ per caso e anche abbreviato ci piace molto, MOTS!

Di cosa parla il vostro ultimo disco? A cosa vi siete ispirati?
Penso che Astro Blues parli di suggestioni e di aspirazioni, di stare in ascolto, di non avere paura a vivere quello che ti succede. Ad ispirarci credo sia stato il nostro cambiamento. I testi li ho scritti tutti quest’anno e penso che raccolgano quello che mi ha toccato in questi ultimi tempi. Era la prima volta che entravamo in studio e lì ti confronti con la band che sei. Abbiamo voluto realizzarlo “di pancia”, preoccupandoci più del percorso che del risultato. Ci piace essere una band live prima che una band da studio. E’ decisamente un’opera prima ma credo che abbia un suo perché come EP, in qualche modo…

Quali consideri siano le vostre influenze principali?
Tra le prime ad averci dato grinta c’è sicuramente la Chris Robinson Brotherhood, che penso stia dando una bellissima spinta a questo mondo musicale. I Grateful Dead rimangono per noi un punto di riferimento soprattutto per quel loro approccio alla musica così incondizionato e semplice. Cerchiamo di ascoltare le influenze di ognuno che vanno dalla fusion al grunge. Personalmente mi piace ascoltare tanta musica diversa, dai generi alle cose meno catalogabili. Tra i miei ascolti al momento ho My Morning Jacket, Neal Casal, FORQ, King Gizzard And The Lizard Wizard, Cass McCombs, Mac Demarco, Ryan Adams, Jonathan Wilson, Junip, Medeski Martin & Wood, Israel Nash, Moby, The National, Todd terje ma ho la fortuna di avere amici che ascoltano di tutto e ogni giorno scopro qualche band nuova anche dalle scene super indipendenti che può davvero aprirti dei mondi.

Cosa ne pensi della scena psichedelica attuale? Parlo di nomi come Black Angels oppure i nostri e italianissimi Giobia?
Sono positivo! Esiste un mondo che vive dietro a ciò che fa cassa in Italia o dietro agli schermi dei talent show. La psichedelia trovo che doni una libertà di espressione illimitata ma questo comporta distaccarsi dai gusti dettati, come accade in molti altri generi. Scoprire i Giobia è stata una bella sorpresa, così come per i C+C Maxigross. Le band non ci mancano ma non so ancora se ci sia una vera e propria scena psichedelica in Italia, è un mondo nel quale mi sto avventurando da non molto. Per i miei gusti mi sembra che il meglio arrivi da Australia e California, dove sta prendendo nuovamente piede alla grande.

Fra le band emergenti di Varese siete una di quelle che ha fatto più concerti ultimamente. Cosa ne pensate della scena cittadina e provinciale?
E’ vero, abbiamo suonato parecchio. E ne siamo davvero molto felici perché solo un anno fa non lo avremmo mai immaginato. Lo dobbiamo alle persone che ci hanno seguito e a tutte le bellissime iniziative che ci hanno coinvolto: dalla realtà di Sub Strato ai ragazzi di Covo. Dal VivaMag Day a quella surreale serata di Filmstudio’90 a fine estate sul tetto del supermercato Carrefour. Veder nascere tante iniziative di qualità ci ha motivato molto e spinto a migliorarci per dare il nostro contributo artistico “alla scena”. Gli spazi in questo momento non mancano e sento che si può fare ancora meglio.

I vostri progetti per il futuro?
Abbiamo scritto tanti nuovi brani influenzati dagli ascolti che ti ho citato prima e dalla voglia di sperimentare. Il bello è che cambiano di continuo con la band: un giorno ci ispira un certo approccio, un giorno un altro. Quando troveremo un sound da “ok questo fa proprio per lui!” probabilmente lo incideremo. Abbiamo intenzione di raccogliere abbastanza canzoni entro la prossima primavera da farne un album e promuoverlo principalmente fuori provincia. Le idee sono tante e ci piacerebbe moltissimo suonare nelle grandi città italiane, conoscere persone nuove e band con le quali costruire qualcosa. Intanto siamo felici di chiudere l’anno con il concerto di venerdì 22 “Varese Xmas Party”: rappresenta al meglio tutto quello che è sbocciato quest’anno e per il quale abbiamo lavorato sodo.

Vincenzo Morreale

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