11 dicembre 2018

Sacramento - l'intervista di VivaMag

I Sacramento sono Stefano F., Stefano P. e Alessandro e sono una delle più recenti promesse de La Tempesta Internetional, li ho incontrati prima del loro concerto di sabato 15 settembre al Circolo Gagarin di Busto Arsizio e sono riuscito a fargli qualche domanda…

Ciao ragazzi, leggendo la vostra bio noto che sono citate molte città italiane e varie parti del mondo. A quale posto sentite di appartenere di più, anche idealmente?

Stefano F.: Noi veniamo dalla Sicilia. “Sacramento” è un lido di Siracusa, un luogo particolare perché è un posto italiano che richiama un immaginario americano e vorremmo che questa cosa fosse la sintesi del nostro gruppo, anche musicalmente.

Stefano P: Siamo molto influenzati infatti dalla musica che viene dagli Stati Uniti, come ad esempio Mac DeMarco o gli Amen Dunes. Apprezziamo comunque anche la musica europea, ascoltiamo molto i Lima o King Crule.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana attuale e dove sperate di collocarvi?

Stefano F.: Noi puntiamo a ritrovarci in un circuito internazionale.

Stefano P: Infatti per quanto riguarda l’Italia apprezziamo quello che richiama un sound più internazionale, meno italiano, il disco di Giorgio Poi è un buon esempio di questa cosa.

Vi preoccupa cantare in inglese?

Stefano F.: Diciamo che ci preoccupa il giusto, dipende da dove vuoi andare.

Stefano P: La grande scommessa degli italiani che cantano in inglese è riuscire a competere con i gruppi internazionali.

Come definireste il vostro sound?

Alessandro: Spocchioso, ma anche molto episcopale, la voce deve sembrare quella del Papa! (ride)

Stefano P: Una volta qualcuno lo aveva definito “Dream Folk”, forse la definizione più corretta è “Synth Folk”.

Stefano F.: Dal mio punto di vista si tratta di dream pop molto rilassante.

Ho letto la parola “lo-fi” accostata al vostro nome, ma spesso questa parola assume diversi significati, cos’è per voi il “lo-fi”?

Stefano F: Durante la fase di registrazione arrangiamo il pezzo con suoni classici, con strumenti genuini, senza troppi effetti, aggiungendo dei synth per rendere il tutto più moderno.
Per noi il “lo-fi” sta nell’approccio e nella non-ricerca esagerata della perfezione del suono.

Stefano P.: “lo-fi” sta per “Come lo fai”!

I due singoli con cui avete esordito hanno riscosso un discreto successo su Spotify (quasi 13k ascolti complessivi). Avete in programma un album? Che aspettative avete?

Stefano F.: La questione dell’album è delicata, penso che l’approccio all’industria musicale sia cambiato oggi, fare uscire 10 brani nello stesso momento è rischioso. L’album esiste, ma per adesso non vogliamo farlo uscire, vedremo nel 2019.

Alessandro: Ovviamente continueremo a far uscire singoli, in questo modo possiamo mantenere accesa l’attenzione

Stefano F.: Esatto, il prossimo singolo uscirà il 25 settembre. Un brano con una struttura molto pop, decisamente rilassante.

Stefano P.: E’ una storia di vecchi!

Stefano F.: E’ vero! Le nostre canzoni sono sempre immaginari che ho in testa e riporto nella musica. Questa volta avevo in mente degli anziani che vanno sui rollerblade in un parco, ho immaginato me stesso ad 80 anni.
Comunque queste cose esistono sul serio, le persone che vedrete nel video lo fanno davvero.
La canzone si chiama “At The Skate Rink”.

Uscite per “La Tempesta” che è sicuramente una delle realtà più importanti in Italia, come vivete il rapporto con l’etichetta?

Stefano F.: Ci piace molto l’approccio alla musica, la sperimentazione. Non si ferma al trend del momento. Per ora ci sta dando una spinta iniziale molto importante in quanto rientriamo in tutti i suoi canali: Spotify, Youtube, ecc…
Quando il lavoro continuerà capiremo come potremo lavorarci, al momento ci stiamo studiando a vicenda.

Stefano P: Comunque si tratta di un rapporto di fiducia, non sanno di preciso cosa abbiamo in cantiere, noi mandiamo il singolo e fortunatamente piace, riusciamo a “stupirli”.

Daniele Aitis

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