13 dicembre 2018

String Theory - Nonlocal

Artista: String Theory
Album: Nonlocal
Voto: 8/10
Etichetta: Noiselab Records, 2018

Dopo aver parlato sulle pagine di Viva Mag del nuovo album di Caterina Palazzi Sudoku Killer, Asperger, mi sembra doveroso approfondire la visione artistica di uno dei suoi componenti: Sergio Pomante. Il sassofonista abruzzese, sotto il moniker di String Theory, ha pubblicato l’ottobre scorso il nuovo album intitolato Nonlocal, un progetto ambizioso che non si allontana molto dallo stile sperimentale dei Sudoku Killer, ma che introduce quell’aspetto più intimo e celato che Sergio porta dentro di sé.
Pomante con questo album vuole dimostrare che il sax è uno strumento davvero versatile, con il quale è possibile andare oltre ai confini in cui è precluso. Ci troviamo davanti ad una raccolta di brani dal sapore elettronico, nella quale avviene una vera e propria anatomia dello strumento.
Cosa si nasconde dietro l’origami che contiene il disco? Ad un primo ascolto, con il brano “U Resonance”, verrebbe da pensare che non ci sia un vero e proprio sax, ma che grazie l’arte del campionamento Sergio abbia creato dei suoni artificiali. Ma con “From Center” ci si rende conto che quello che si sta ascoltando è il fiato che attraverso il bocchino entra nello strumento e grazie all’ancia crea una vibrazione. “Poliverse” può essere considerato l’apice della sperimentazione. Sergio esplora lo strumento, lo plasma secondo i suoi desideri e crea rumori degni di un film sci-fi. Con “Water Knows” ci si allontana dai suoni asettici per ottenere una dimensione più naturale, la stessa che il sassofonista maneggia con la sua band di provenienza.
Attraverso un sax elettrificato e una drum machine Pomante è in grado di raggiungere livelli di sperimentazione incredibilmente alti, regalando così una piccola perla agli appassionati più avventurosi di questo incredibile strumento.

Noemi Bolis

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