15 novembre 2018

The Killerfreaks - l'intervista di VivaMag

Con due album all’attivo siete una delle band varesine più attive e longeve. Rispecchiate la generazione di chi era adolescente negli anni ’80 attraverso le icone che hanno maggiormente segnato quell’epoca indimenticabile. Dove trovate gli stimoli per rinnovarvi e mantenere sempre “fresco” il vostro sound?

Innanzitutto grazie per la visibilità che ci date con questa intervista e per l’interesse che anche grazie a voi si sta muovendo nei confronti della band. Diciamo che la freschezza, come dici tu, oggi è quasi un’esigenza. Con il boom dell’indie, vari progetti più blasonati del nostro cercano di inserire nei loro testi elementi che toccano argomenti impegnati, di attualità, magari a sfondo sociale, come se non fossimo già martellati costantemente da news, fake news e da gente che ti dice cosa o cosa non sia moralmente giusto. Il tutto rende il panorama attuale, secondo noi, troppo “intellettualoide e soffocante”. Oggi in troppi si sentono in dovere di dire la loro difendendo questo o quell’ideale, spesso uscendo dalla realtà autoproclamandosi “cavalieri del coro”, mentre noi invece vogliamo solo fare mero intrattenimento, regalando un’ora e mezza di distrazione da qualsivoglia problema, trasportando in musica quelle atmosfere grottesche e caotiche dei film horror degli anni ’80. Film che rivisti oggi, più che spaventare, divertono, sia per le trame esageratamente fumettose, che per gli effetti speciali artigianali. Un ritorno alla spensieratezza di quel decennio che nel bene e nel male tutti ricordiamo con affetto. Che poi ammettiamolo: non era un decennio realmente perfetto, ma “esteticamente” si… Se gli anni ’80 fossero stati un oggetto diciamo che tutti l’avremmo comprato perché aveva “un ufficio marketing della madonna”.

Il 2018 è un anno importante per voi: avete suonato recentemente a Rock Inn Somma e VivaMag Days. Di certo due esperienze differenti ma che vi hanno esposto comunque ad un pubblico più variegato…

Con i ragazzi del Rock Inn Somma c’è un legame di amicizia e rispetto da oltre un decennio. Nutriamo un’ammirazione incontrastata per il lavoro che fanno e per la passione che ci mettono, anche perchè abbiamo assistito edizione dopo edizione ad un’evoluzione inarrestabile sotto tutti gli aspetti: dal palco al service, dalle cucine alle band proposte (quest’anno tra i tanti: Strana Officina, Raw Power, Opera IX), ma i veri artisti sono i ragazzi dello staff, che ogni edizione si fanno in quattro perchè tutto sia perfetto! Avevamo già partecipato alla seconda e alla decima edizione (rispettivamente nel 2007 e nel 2015), ma mai davanti ad un pubblico tanto numeroso e coinvolto come quest’anno e non solo on stage, visto che il bello è arrivato addirittura dopo il concerto con complimenti e richieste di foto e autografi. E’ stata senza dubbio un’emozione fortissima e appagante. Poi sapendo che parte del ricavato del festival da sempre va ad ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali) ci siamo sentiti anche un po’ “utili”. I VivaMag Days sono una realtà assai diversa, sin dal tipo di proposta musicale fortemente eterogenea che dal fatto che essendo solo alla seconda edizione è ancora una manifestazione un po’ acerba. Ma come si suol dire: “Roma non è stata costruita in un giorno”. Le carte per diventare qualcosa di grande le ha già, ha solo bisogno di tempo per diventare una “certezza” nel capoluogo. Un plauso va riconosciuto a Vincenzo Morreale che praticamente da solo ha tirato in piedi una situazione davvero bella in una cornice splendida come quella dei Giardini Estensi di Varese ed al pubblico che è stato caciarone e scatenato tanto quanto speravamo!

Il pubblico è affascinato dalle vostre performance. Avete notoriamente un impatto visivo molto forte e questo fidelizza moltissimo i fans che vi seguono da sempre. Vi sentite un po’ dei supereroi? Chi vi ama, credo, la pensi così…

Il make up sicuramente ti dà quella marcia in più: cancella la timidezza e ti trasforma nel personaggio che interpreti. Io ad esempio (Mefisto – voce) quando sono sul palco non sono più Claudio, occhialuto appassionato di cinema e fumetti, ma mi trasformo nel capocomico del circo dei mostri. Forse il fatto di “portare una maschera” e creare dei veri e propri alter ego spinge davvero I fans a vederci più come dei personaggi che delle persone, creando un po’ un gioco di ruolo. Questo però bisognerebbe chiederlo a loro.

Rispetto al passato qualcosa è cambiato nella nostra città musicalmente parlando? Varese è “viva”?

Varese più che viva è “zombie”. Mi spiego: anni fa c’era più possibilità di suonare, magari in circostanze non ottimali e in locali inadeguati a fare live, ma ogni settimana vi erano più proposte. Erano appuntamenti fissi capaci di soddisfare i più svariati palati musicali. Mentre oggi a parte le serate organizzate dal nostro amico Stefano (Morandini – Madboys Eventi) non mi viene in mente nulla. Di sicuro per chi come noi è appassionato di sonorità rock poi la cosa è ancora più complessa. In questo caso c’è qualche realtà in provincia, ma i locali si contano sulle dita di una mano e spesso ci tocca ripiegare su Milano.

Avete già in cantiere dei nuovi brani? Qualcosa bolle nel “calderone infernale” dei Killerfreaks?

Certo che si! Abbiamo deciso di iniziare a scrivere qualche brano in italiano, per essere più immediati. Una delle qualità dei Killerfreaks sono i testi: sarcastici, espliciti, ironici (e autoironici, perchè per esser presi sul serio bisogna sapersi prendere per il culo), spesso cinici, ma a nostro avviso mai banali. Il problema è che cantando in inglese troppo spesso rimangono in secondo piano. Il primo nuovo brano (che è quasi finito) riprende il trittico dei nostri argomenti chiave extra-cinema, ovvero: “il sesso, gli zombie e… il sesso con gli zombie”. La canzone si chiamerà “D.I.L.F. (Dead I’d Like to Fuck)” e ci porterà davanti ad un dilemma etico e morale: “masturbarsi sulle immagini di una pornostar trapassata è necrofilia?” la risposta sta a voi e ai fans di Moana Pozzi! Ovviamente seguiranno altri pezzi che parleranno di mostri, fantasmi e demoni, ma ad ogni modo non abbiate paura: “è solo Rock’n’Roooooooll!”. Oppure abbiatene, perchè il circo dei Killerfreaks è in città!

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