25 settembre 2018

The Shalalalas - Boom

the shalalaslas boom

Artista: The Shalalalas
Titolo: Boom
Etichetta: Bassa Fedeltà
Voto: 5,5/10

Sebbene il titolo rimandi alle onomatopee dei fumetti, dopo un attento ascolto scandagliando minuziosamente il disco, non risulta nessuna “esplosione” fragorosa. Forse perché principalmente il duo romano resta ancorato agli stilemi tranquilli del pop leggero, lontano dall’indie, lontanissimo dal folk. Nothing work at 5 o’clock ricalca con pigrizia le ballad degli anni‘90 ma senza la spinta propulsiva che aveva caratterizzato il periodo florido di quella decade. La open track Difficult cerca, invano, di agguantare brandelli di Damon Albarn e soci ma con scivoloni rocamboleschi senza per questo disturbare la continuità dell’ascolto. Le atmosfere fra il placido e l’onirico immergono la mente in una bolla, creando un ambiente soporifero ma senza la serenità di chi rammenta un ricordo dolce e spensierato. Diversamente, Buket list, risveglia l’attenzione sopita precedentemente dalle anestetizzanti melodie concedendoci una “corsetta” sostenuta ma non troppo. Le cadenze scandite dall’intro introducono un brano piacevole, con un crescendo davvero ben elaborato, destandoci da un torpore ormai insopportabile. Accattivante, semplicemente riuscita, è Big green eyes: Ritmo seducente dai toni foschi e atmosfere da film (quelli alla James Bond per intenderci). Certo, un paragone azzardato, ma sondando bene la memoria chiunque potrebbe ritrovare il lietmotiv che imperava in Goldfinger. Boom è un contenitore di mondi, pensieri e stati d’animo; è una chitarra suonata in spiaggia mentre il fuoco di un falò proietta le ombre agitate degli adolescenti, come i ballerini scomposti nella “Danza” di Matisse. Boom è anche un disco, un bel disco, di certo carico di significati importanti, di sogni e di poesia. Ma tutto questo, per adesso, non basta per lasciare un segno nel sottoscritto. Voglio credere che il suo seguito supererà ogni mia aspettativa.

Melo Sarnicola

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