Angeli dell’universo – di Már Gudmundsson

AUTORE: Einar Már Gudmundsson

OPERA: Angeli dell’universo

EDITORE: Iperborea

ANNO: 1997

PAGINE: 204

EURO: 10.62

Einar Már Gudmundsson (Reykjavik, 1954) è una figura poliedrica nel panorama culturale non solo islandese, ma più ampiamente internazionale: poeta, romanziere, traduttore (ad es. di Ian McEwan), sceneggiatore (con Fridrik Thor Fridriksson ha collaborato alla realizzazione di Figli della natura – primo film islandese ad aver ricevuto una nomination per l’Oscar –, Angels of the universe e Movie Days). Dopo il debutto, nel 1980, con due raccolte di versi e dopo il romanzo I cavalieri della scala a chiocciola (1982), è solo grazie al romanzo Angeli dell’universo che Gudmundsson sbarca in Italia, venendo immediatamente insignito del Premio del Consiglio Nordico nel 1995, con la seguente motivazione: “La civiltà e il mondo vengono percepiti attraverso la poetica follia nell’intimo di un malato di mente. L’umorismo sottolinea la società, l’ingenuità, l’ironia. Il romanzo getta una nuova luce sulla realtà che abbiamo l’abitudine di definire normale”. Gudmundsson, prendendo anche spunto autobiografico nell’elaborare, trasponendola in scrittura, l’esperienza del fratello Pálmi, malato di schizofrenia e morto suicida a quarantatre anni, riesce perfettamente nella non semplice impresa narrativa di raccontare, come se si trattasse di una saga antica, ciò che solitamente non si lascia raccontare, ovvero la follia e la sofferenza psichica. Páll, l’io narrante di questo incredibile romanzo, si è già sottratto sia alla pazzia, sia alla vita e proprio per ciò è in grado di raccontare tutti gli eventi della sua esistenza avvalendosi di una memoria totale che risulta priva di spazi nebbiosi e di anfratti nascosti. Che Gudmundsson occupi un posto di primissimo rilievo tra gli esponenti della cultura nordica nel mondo è confermato non solo dal fatto che Angeli dell’universo risulta essere il libro più venduto e tradotto della letteratura islandese contemporanea, ma anche dal rinnovato successo avuto dagli altri suoi due romanzi tradotti in lingua italiana: mi riferisco a Sogni sulla terra (2000) e a Orme nel cielo (2003). Gudmundsson riesce a miscelare sapientemente epica e poesia, struggimento e melanconia; e risulta più che mai pervasivo e penetrante con i suoi versi che evocano lontane terre nordiche dove i miti e le leggende fanno parte del quotidiano. Torna quasi superfluo suggerire, ad accompagnamento musicale e completamento d’atmosfera di queste letture fantasticanti e talvolta drammaticamente schiette, un qualsiasi album dei Sigur Rós.
“Come orme nel cielo.
Come sogni sulla terra.”
Laura De Bernardi

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