APASH 2012 – L’intervista di VivaMag

Il progetto iniziale nasce a Busto Arsizio nel 2000, la formazione cambia tantissime volte e prima di dare alla luce un disco ci vogliono quattro anni. Il primo lavoro “Impedence Days” è una grezzata. Seguono stravolgimenti continui all’interno della band, fino a che si trova una specie di equilibrio quando la formazione rimane stabilmente per un paio d’anni con Fabio alla voce e chitarra, Luca Bossi alla chitarra e Mauro Rosanò alla batteria. Il secondo disco “twenty twelve” (2009) è seguito da una serie di concerti per l’Italia ma il gruppo si smembra. Rimane il fondatore, la voce, che continua il progetto coinvolgendo spesso musicisti della zona, nel 2012 apash registra un pò di tracce e ad Aprile esce “Blacker”.Dopo l’uscita, una decina di concerti chitarra/voce. Nel Gennaio 2013 esce “EVEREST”, uno split con una band molto vicina al progetto, i Gouton Rouge.

Il percorso intrapreso ha avuto vari stravolgimenti, come senti che è cresciuto il tuo suono attraverso gli anni e come hanno inciso le esperienze che ha avuto?

Secondo me il suono non è cambiato poi tanto, non riesco a vedere una vera evoluzione, metto sempre lo stesso sentimento e la stessa intenzione nelle canzoni che scrivo e nei suoni che faccio. c’è ancora quel ventenne triste dentro me quando canto.

Perchè la scelta di questo nome: “Apash 2012”?

In una scena de “L’odio” di Mathieu Kassovitz si vede una porta con una scritta “arash ta mere”. ho sbagliato a leggere, e credendo fosse “apash” ho dato questo nome al progetto. “twenty twelve” è stato aggiunto anni dopo, credo fosse il 2009. credevo che nel 2012 finisse il mondo. mi sbagliavo ancora.

Come ti hanno influenzato le varie collaborazioni che hai avuto nel corso degli anni?

Ho collaborato con persone che fanno musiche molto diverse fra di loro. E ho capito che non è il genere musicale la ragione per cui una canzone mi piace.

A cosa stai lavorando ora?

Sto arrangiando 4/5 canzoncine inedite con due musicisti della zona. Proviamo una volta a settimana.

Quali sono state le tue influenze musicali?

Quando avevo 16 anni mi è venuta una fissa paura per i Green Day, adoro i primi album. Credo che sia in gran parte colpa loro se scrivo canzoni. Poi mi fanno impazzire le hit degli anni 80 tipo “take on me” degli A-ha, o “dont you want me” degli Human League. Al momento il mio gruppo preferito credo siano i Deftones.

Come nasce la tua passione per la musica e in particolare per questo genere?

La musica mi mette a mio agio da sempre, mi fa sentire di essere capace di far qualcosa.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Cambiare casa, registrare un disco, fare un figlio, fare una decina di concerti, mettere su qualche kilo, ristabilire un contatto con la realtà.

Sara Ferraro 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.