Brunori S.A.S. – Vol. 3, Il Cammino di Santiago In Taxi


Artista: Brunori S.A.S.

Album: Vol 3 – Il Cammino di Santiago in Taxi

Etichetta: Sony Bmg/Picicca Dischi

Anno: 2014

Voto: 8

 

Dario Brunori è mente, anima e corpo del nuovo cantautorato italiano. Ha folgorato pubblico e

critica con “Vol. 1” (2009), la folla l’ha amato durante le innumerevoli date del tour di “Vol. 2 –

Poveri Cristi” (2011) e a distanza di tre anni è tornato a scuoterci con questo inebriante “Vol. 3”.

Gli accordi di chitarra hanno lasciato il posto a un delirio di suoni orchestrali, misti a giocattoli e

sonorità caraibiche. I brani raggiungono i limiti dello sfarzo nei momenti più spensierati, come in

“Mambo Reazionario”, e diventano immensi e struggenti in quelli più distesi e riflessivi,

caratteristici in particolare del singolo “Kurt Cobain”.

Per chi si era affezionato ai precedenti lavori, imbattersi in un Brunori così aulico suonerà quasi

bizzarro. D’altronde, aver registrato l’album in presa diretta in un convento di ex frati cappuccini,

ha certamente influenzato l’atmosfera del disco, a detta del cantautore, “più umana, più reale”.

Eppure tutta questa umanità rischia in certi punti di sfinire la mente. L’entusiasmo viene cullato e

bruciato velocemente per poi piegarsi ed essere sopraffatto dalla tematica dominante. Si parla

dell’attrito tra la parte razionale e quella emotiva che risiedono nell’animo del cantautore.

Un’emotività forse eccessiva, che ha reso il disco più lento e meno diretto. La grandiosità presente

nelle canzoni sarà interamente apprezzata solo dai puristi, i fan innamorati, quelle persone per cui è

vitale conoscere le sensazioni più remote e complesse dell’artista.

Tante sfumature, tutte intense. Racchiuse in una musica che mai come prima è riuscita a fondersi

con la melodia e l’espressività della voce.

Piaceva di più prima? Sarà peggio dopo? Chi se ne importa! In quest’album ascolterete un Brunori

S.a.s. vigoroso, appassionante e in piena forma, con un pianoforte al posto della chitarra e molta

solitudine nel cuore, più di quanta ci si poteva aspettare. Ma ne è valsa la pena.

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