China Miéville: visionario social worker


Ho incontrato e conosciuto lo scrittore di cui vi parlerò questo mese leggendo sul numero di «Pulp» di settembre-ottobre il bel profilo che ne ha tratteggiato Umberto Rossi; è stata una folgorazione tale da spingermi a comprare subito i suoi libri, quali ora sto leggendo.

China Miéville (Londra, 1972) è un uomo affascinante: fisico atletico, sguardo magnetico e profondo, diversi piercing, dotato di uno spiccato senso dell’umorismo tipicamente britannico, ha un’incredibile e ben sviluppata fantasia (lo si comprende appieno approcciandosi ai suoi, talvolta visionari, libri) che gli proviene da una vasta conoscenza letteraria di vario genere (dal giallo, al fantasy, alla fantascienza, ma non solo) e che gli consente di reinventare in maniera egregia storie, figure e personaggi che sembravano avere già detto tutto nella letteratura del passato (dai vampiri al kraken).

La casa editrice Fanucci ha dato fino ad ora alle stampe Un regno in ombra (1998), Perdido Street Station (2000), La città delle navi (2002), The Tain (2002, una novella contenuta nell’antologia Le città del domani), Il treno degli Dei (2004), Il libro magico (2007); al momento attuale è in corso di traduzione The City & The City (edito in lingua inglese nel 2009, seguito da Kraken, nel 2010, e da Embassytown, nel 2011). I libri di China Miéville sono, senza dubbio alcuno, condizionati dai suoi studi e dalle sue esperienze di vita vissuta: all’età di diciotto anni si è trasferito in Egitto, dove ha insegnato inglese e si è interessato variamente alla cultura araba e alla situazione politica mediorientale; si è laureato a Cambridge in antropologia sociale e ha poi conseguito un master e un dottorato di ricerca alla London School of Economics. Miéville fa attivamente parte del “Socialist Workers Party” ed è indubbio quanto la sua collocazione politica di sinistra colori ed evidenzi i suoi scritti: le metropoli immaginarie dove si svolgono i suoi romanzi hanno nomi strani ed esotici (New Crobuzon, Armada, Besźel e Ul Qoma), sono abitate da razze a noi sconosciute ed estranee (i tanati, i rifatti, le khepri, i garuda, i vodyanoi) che si trovano coinvolte in situazioni che evidenziano tematiche quali l’imperialismo, il colonialismo, il terrorismo, l’odio razziale, l’omosessualità, la dominanza delle multinazionali, i diritti dei lavoratori, la globalizzazione, la guerra…

China Miéville è uno scrittore attuale che scrive della vita di tutti i giorni, anche se per estrapolare l’attualità dai suoi romanzi può darsi che occorra avventurarsi… nelle fogne di una qualche città, più o meno conosciuta, magari anche già visitata in un recondito sogno.

(L.D.B.)


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