19 Luglio 2019

Come fumare in modo più responsabile ai festival (e non solo)




Per tutti coloro i quali hanno il “vizio” non c’è nulla di più automatico che accendersi una sigaretta bevendo un buon bicchiere di birra. Magari mentre si assiste ad un concerto in un festival all’aria aperta. Ma vi siete mai chiesti qual è l’impatto ambientale della vostra abitudine? Vi siete mai chiesti cosa inalate e soprattutto cosa generate una volta finita la vostra sigaretta?

Con questo articolo spiegheremo le buone pratiche da adottare per fumare in modo più responsabile e rispettoso verso l’ambiente.

Iniziamo con qualche piccolo dato: secondo un’indagine ISS-DOXA (Istituto Superiore di Sanità), eseguita su un campione di 3000 persone, in Italia nel 2018 i fumatori sono stati circa 12,2 milioni (23,3% della popolazione) e in media sono state fumate circa 12,3 sigarette per persona al giorno, principalmente sigarette confezionate (92,3%). Questi numeri fanno già riflettere su quanta immondizia viene creata. Se 12,2 milioni di persone fumassero in media 12,3 sigarette al giorno, in un mese si produrrebbero 4,5 miliardi di mozziconi del peso di 0.3g (circa 1.350 tonnellate) e 200 milioni di pacchetti diventerebbero rifiuti. Impressionante vero? Il peso di quasi tre Jumbo Jet a pieno carico!

All’interno delle sigarette sono presenti 4000 sostanze chimiche, 400 delle quali sono potenzialmente tossiche e 40 cancerogene. Tra i composti più presenti troviamo l’arsenico (danneggia il sistema nervoso e quello digestivo), cadmio, cromo, benzene (noto cancerogeno collegato a un più alto rischio di leucemia negli esseri umani, circa il 50% di esposizione è dovuto al fumo), acido cianidrico, ammoniaca (converte la nicotina in un gas rendendola più facilmente assorbibile da polmoni e sangue), acetaldeide, formaldeide, fenoli e piridine. Oltre ad introdurre queste sostanze nel vostro organismo, ogni volta che buttate un mozzicone per terra, col tempo rilascerà i relativi componenti tossici nell’ambiente. Questo avrà effetti negativi su diversi microrganismi, sugli insetti e soprattutto sugli organismi acquatici, inclusi i pesci. Gli stessi pesci che potrebbero finire sulle vostre tavole.

PICCOLI CONSIGLI PER DIVENTARE FUMATORI PIÙ RESPONSABILI

Come evitare che un rifiuto così piccolo, ma altamente inquinante, possa diventare effettivamente una minaccia?

1. Smettere di fumare: prevenire è meglio che curare. Se proprio non riesci, riduci i consumi a 5 sigarette al dì;

2. Non buttare i mozziconi per terra: Come detto poc’anzi questa usanza è molto pericolosa per la fauna acquatica e terrestre. Basti pensare che il filtro, composto da acetato di cellulosa (materiale artificiale), impiega dai 5 ai 12 anni per decomporsi. Inoltre secondo l’art. 232 bis comma 3 del D. Lgs 152/2006 è vietato buttare sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi i residui di fumo. Attenzione fumatori, perché rischiate una sanzione amministrativa che può arrivare fino a € 300,00.

3. Usare un posacenere tascabile: sono piccoli e comodi, costano poco e puoi usarli dove vuoi e quando vuoi. Una volta pieni puoi svuotarli in sicurezza nei vari cestini. È possibile acquistarli in qualsiasi sito e-commerce e nelle tabaccherie. Semplice no? Eppure questa usanza sembra far paura ai fumatori italiani.

4. Basta accendini usa e getta: ebbene sì, anche gli accendini usa e getta (tipo BIC) sono complici. Ci sono molte alternative, si va dal classico Zippo all’accendino USB ricaricabile dotato di una piccola serpentina, fino ad arrivare all’accendino solare.

5. Iniziare ad utilizzare sigarette “rollate” a mano: Il “fai da te” è sempre la scelta migliore, e per le sigarette non è da meno. Ridurrai notevolmente la quantità di imballaggio. Normalmente con 1 sacchetto da 120 filtri e 3,75 libretti da 32 cartine, risparmieresti 6 pacchetti di sigarette (su un totale di 120 sigarette).

6. Scegliere le alternative biodegradabili: recentemente sul mercato sono state introdotti nuovi tipi di filtri e cartine composte da materiali biodegradabili. Possiamo trovare i filtri incartati, prodotti in pura cellulosa, e cartine fatte 100% di canapa. Ovviamente le confezioni sono totalmente riciclabili. Non è così per il residuo che non può essere smaltito nella raccolta differenziata della frazione organica, poiché la cenere del tabacco è tossica. Buttale lo stesso nel cestino della indifferenziata.

7. Riciclare correttamente i pacchetti di sigarette: Il pacchetto delle sigarette ovviamente non deve essere buttato per terra, ma nemmeno nel cestino indifferenziato. Ecco come eseguire il corretto smaltimento del pacchetto:

Pellicola trasparente esterna → raccolta plastica

Confezione in cartoncino → raccolta carta

Carta argentata → raccolta indifferenziata

E le sigarette elettroniche? Con questo dispositivo vengono sicuramente ridotte le emissioni gassose potenzialmente cancerogene prodotte dalla combustione del tabacco, e anche la quantità dei rifiuti prodotti, quindi zero mozziconi e zero pacchetti (a parte il contenitore del liquido). L’altra faccia della medaglia è che essendo dispositivi elettronici, una volta arrivati alla fine della loro vita diventano un RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Negli ultimi anni la loro gestione è migliorata, ma in Italia solo il 20% segue una corretto percorso di trattamento e recupero.

Sono piccole azioni che ognuno di voi può seguire per gestire al meglio un rifiuto in apparenza piccolo ed innocuo agli occhi delle persone, ma potenzialmente pericoloso per la vita degli essere viventi che ci circondano.

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