Confesso che ho desiderato – di Giulia Belloni

AUTORE: Giulia Belloni

OPERA: Confesso che ho desiderato

EDITORE: Campass

ANNO: 2015

PAGINE: 32

EURO: 13.00

Giulia Belloni, i cui libri illustrati sono stati pubblicati in Italia, Francia e Canada, ha scritto diversi racconti pubblicati in testate nazionali ed una commedia La verità o quasi che è stata recentemente messa in scena. Questo componimento invece, il cui titolo Confesso che ho desiderato è forse un omaggio ad una celebre opera di Pablo Neruda, è una lunga poesia introspettiva che risuona come una lontana voce della coscienza. Essa è muta al principio e si trova costretta a mandare segnali dolorosi al corpo della protagonista, diventa poi lieve ma continua ad essere inascoltata nel centro dell’opera, prendendo finalmente vigore nella conclusione. Ciò che vuole trasmettere questa voce è un messaggio di desiderio, non viene specificato l’oggetto ma ne si avverte la forza, la protagonista tuttavia sceglie inizialmente di non ascoltarlo chiudendosi in un lungo silenzio di solitudine, dolore e malinconia.

Ad accompagnare le parole della poetessa ci sono le appassionate illustrazioni di Daniela Tieni, un’autrice romana classe 1982, diplomata all’accademia delle Belle Arti di Roma che sceglie di fare l’illustratrice perché “con il tempo ho capito che era questo che volevo fare con il disegno. Mi piace pensare che si possono inventare e rappresentare all’infinito vecchie e nuove storie, concetti, parole.” Così Confesso che ho desiderato nasce dalla collaborazione tra le due artiste, uno scambio continuo di opere, le parole di Giulia Belloni inviate alla Tieni sono in risposta ad alcune tavole dell’illustratrice che continuerà poi ad operare con la nuova ispirazione. Nonostante un inizio un po’ difficile come sosterrà Daniela Tieni, concentrata troppo nella necessità di tornare a provare le stesse sensazioni che l’avevano portata a dipingere le vecchie tavole, scoprirà invece poi di non dover far altro che“riprendere per mano quella donna che avevo dipinto sulla riva del lago.”.

Poche parole e poche tavole quindi per descrivere il rapporto più importante della propria vita, quello con se stessi, e la difficoltà di imparare ad ascoltarsi, senza sentirsi “colpevoli”, senza dover “confessare”, perché seguendo i propri desideri non si può che ritrovare tutta la serenità che si pensava perduta.
Le due artiste prima di quest’opera non si conoscevano ma ciò che nasce dalla loro collaborazione è un’opera intensa, femminile, dalla grande carica emotiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.