Cronaca e Preghiera – S/T

Artista: Cronaca e Preghiera

Album: Cronaca e Preghiera

Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2014

Voto: 7

 

Cronaca e Preghiera è un concentrato di rabbia, provocazione, polemica e denuncia: stiamo parlando dell’album di debutto degli omonimi Cronaca e Preghiera, che uscirà il prossimo 21 ottobre, in tutta la sua carica “repressa”. Questi quattro giovani, all’anagrafe Giuliano Billi, Francesco Salvatori, Vanessa Billi e Ljubo Ungherelli, hanno deciso, ad un anno dalla nascita del progetto, di gettarsi a capofitto nel mondo delle parole e delle sonorità corrosive, con queste undici tracce, una più aggressiva e sarcastica dell’altra.

Lo scenario preso di mira, o che spesso è solo uno sfondo, è quello della periferia della metropoli meneghina, raccontata nel suo squallore, nell’individualismo alienato dei personaggi che vivono in una bolla di smog e solitudine, annoiati e inconsci di vivere. Chitarre dal suono malsano e psichedelie turbate ci accompagnano in questo mondo surreale, così vicino e quotidiano, ma riportato alle nostre orecchie da rumori allucinati, tra insinuazioni elettroniche e steccate punk.

Una nota di merito la dobbiamo alle voci che, distorte ed intrecciate assieme alle chitarre, sembrano vomitare dalle profondità della mente monologhi psicopatici, come tanti rapidi streams of consciousness dettati dal delirio, dalla critica verso ciò che circonda colui che parla. Gli stessi protagonisti infatti sembrano subire quest’ atmosfera di nebbia e follia, e raccontarcela senza troppa lucidità, sia nelle liriche, che nei suoni, franti e irregolari come i ritmi di questi brani. È mancata forse un po’ di attenzione alle parole, che in quanto a provocazione non sono state risparmiate: a volte però immagini più sottili e taglienti possono dare un effetto ancor più corroborante senza cadere in una volgarità banalotta.

Tirando le somme un lavoro che raggiunge l’obiettivo: raccogliere i pezzetti di realtà, parti di uno specchio ormai distrutto, e riunirli in un mucchio tagliente e corrosivo. Ascoltare tutti i pezzi, uno dopo l’altro, ci porta ad essere un po’ turbati, assolutamente immersi in questo clima di alienazione.

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