Fourmi – L’Alunissage des fragilos




Artista: Fourmi
Album: L’Alunissage des fragilos
Etichetta: Da! Heard It Records, 2019
Voto: 8/10

Da questo mese lo staff di WOLFTRIPS vi propone la recensione di un album proveniente dal sottobosco più deep di internet, ossia le netlabel, con distribuzione musicale gratuita tramite la tanto famigerata licenza Creative Commons. Scopriamo insieme questo mese, l’album di Fourmi, pseudonimo di  Philippe Brown, pubblicato su etichetta francese Da ! Heard It Records, che si propone con uno dei migliori del 2019. Ma andiamo con ordine.

Potremmo trovarci in un’isola deserta, in un ambiente polare, oppure in un film di Kubrick come 2001: Odissea nello spazio (1989), sta di fatto che questo viaggio musicale può adattarsi alla fantasia dell’ascoltatore. Brano dopo brano, si fanno spazio campionatori, synth e suoni  registrati con uno stile anni 70 che ricordano lo stile dei Kraftwerk e strizzando l’occhio all’elettronica avant-gard di quegli anni.  

L’atterraggio dei Fragilos, come ci suggerisce il titolo, racconta di personaggi misteriosi  che sono partiti alla scoperta di territori apparentemente sconosciuti, snocciolando nei tredici brani una storia ispirata ai romanzi di Asimov, che per primo ha introdotto la tematica del poliziesco spaziale.

Si passa dal brano di apertura che ha come titolo la titletrack dell’album, al brano con titolo in italiano “Assassinio in orbita”, arrivando all’ultimo brano che suggerisce un triste commiato “La neige tiède“ (la neve calda).

Dal punto di vista tecnico è da sottolineare che le melodie semplici ma non ovvie sono sfruttate dall’autore per far si che l’ascoltatore riesca ad inventarsi una sua piccola storia. Si viaggerà da una luna all’altra senza mai atterrare completamente, fluttuando dolcemente al di sopra del terreno tra musica bossa, ritmi orientali, atmosfere cinematografiche e brani dal carattere più elettronico come Bagan Party. Personalmente il brano che non sono riuscito ad inquadrare è “Casa Forte feat. Frantsukiko” che presenta una parte vocale asonante, crea un senso di ansia e malinconia allo stesso tempo. Differente invece è “Assasinio in orbita (reprise)” che presenta anch’esso una parte vocale in linea con tutto l’album.

Attratto da un’era musicale che non ha vissuto ma di cui usa i tratti caratteristici con stile, Philippe fa evolvere i personaggi ben oltre le frontiere musicali con cui a volte limitiamo la nostra fantasia. Con questa colonna sonora originale immaginaria al crocevia di generi ed epoche, visibilmente si allontana molto, così lontano che tutto ci porta a credere che questo musicista sognatore viva sulla luna!

Scarica l’album in licenza Creative Commons

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