Giuseppe Fiori – Spazi di vita scomodi

Artista: Giuseppe Fiori

Album: SPAZI DI VITA SCOMODI

Etichetta: Discipline/Audioglobe

Voto: 8/10

Proprio come il theremin che è uno strumento alquanto curioso (il cui suono ricorda il miagolio di un gatto) e che si suona senza che ci sia un contatto diretto tra strumento ed esecutore, così l’album d’esordio di Giuseppe Fiori (già conosciuto nel progetto rock-umanitario Rezophonic e negli Egokid) riesce a “mantenere le distanze” pur coinvolgendo in prima persona l’ascoltatore in maniera graffiante e curiosa. “Spazi di Vita Scomodi” è composto da dieci tracce legate da un filo conduttore identificato nella rappresentazione dei compartimenti che ognuno di noi usa per suddividere le proprie giornate, i propri tempi ma che rappresentano anche la difficoltà di interagire con quello che ci circonda. È un concept dal sound di ampio respiro: si va dal primo brano “Spazio” che inizia con un refrain di basso in grado di creare un’atmosfera quasi metafisica – in cui la voce ricorda incredibilmente quella di Piero Pelù -, a sound più aggressivi, da “gente di strada”, di “Fuori di Qui” passando attraverso suoni più curiosi e sperimentali dati dalsynth come in “Toys” o dall’utilizzo appunto del theremin (suonato da Gak Sato che annovera numerose collaborazione tra cui quella con Vinicio Capossela) in “Oggi Mi Sono Svegliato Male” e “Significati e Significanti”. In conclusione, il bassista/produttore/polistrumentista Giuseppe Fiori ha fatto centro realizzando un album che affronta tematiche scomode usufruendo di una scrittura cantautorale in grado di fondersi perfettamente con diverse sfumature rock che partono dagli anni ’70 fino al rock alternativo italiano.

Emmanuele Occhipinti

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