I romanzi storici di Oliver Pötzsch

Guardando Oliver Pötzsch (Monaco di Baviera, 1970) e soffermandosi sull’espressione affabile e simpatica del suo volto, non viene certo da pensare che abbia la faccia di un “boia”, anche se discendente dei Kuisl, una tra le più famose dinastie di carnefici esercitanti per secoli in Baviera, precisamente a Schongau, dove sono ambientanti i romanzi di Pötzsch (La figlia del boia, La figlia del boia e il monaco nero, La figlia del boia e il re dei mendicanti, Il mago e la figlia del boia, tutti editi da Neri Pozza). Consapevole del fatto che “nessuno si sceglie la propria famiglia” e avendo avuto la fortuna di potersi avvalere di un notevole archivio documentale curato per tutta sua vita natural durante da Fritz Kuisl, Oliver Pötzsch ha pensato bene di trarre spunto dalle vicissitudini dei propri avi (in particolare di Johann Michael e di Jörg Abriel) per dedicarsi alla stesura di avvincenti romanzi storici nei quali è riuscito a ricostruire un panorama storico molto approfondito, ricco non solo di informazioni dettagliate sugli strumenti di tortura, ma anche sull’impiego di erbe medicinali, su quelle che erano le conoscenze mediche, con uno spaccato preciso del tessuto sociale e della struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo: e lo fa attraverso le vicende dell’istruito boia Jakob Kuisl (la sua biblioteca personale supera di gran lunga, per qualità e quantità, quella di tanti concittadini che si ritengono dotti eruditi) e della sua famiglia (in particolare della figlia Magdalena), dell’affascinante Simon Fronwieser, figlio del retrogrado medico del paese, un vecchio chirurgo da campo che usava ancora versare olio bollente sulle ferite d’arma da fuoco e che utilizzava la grappa come anestetico. Kuisl e Fronwieser, entrambi colti ed illuminati, unendo le rispettive conoscenze erboristico-mediche e sempre guidati dalla ricerca della verità per l’applicazione della giustizia, riescono a condurci con passione in un’epoca pervasa da superstizioni e follie collettive. Abbiamo a che fare con un boia dall’animo nobile che lotta contro i pregiudizi e i tornaconti politici talvolta nel tentativo di salvare da sé stesso le sue possibili vittime.

Laura De Bernardi

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