Il Chiostro di Voltorre di Gavirate –

Eccoci giunti a febbraio 2015. L’anno nuovo ha ormai preso palesemente avvio, le gozzoviglie festive sono solo un vago ricordo e la routine quotidiana ci ha ri-avvolto senza via di scampo… ma almeno l’inverno si è per ora dimostrato mite e, nonostante il freddo, ci ha graziati da tormente di neve e gelo inclemente. Allora, sfruttiamo al meglio quest’occasione e concediamoci una piccola gita nella provincia di Varese per distrarci dal lavoro e degli studi! Per questo mese il mio suggerimento è di staccare la spina e visitare il delizioso Chiostro di Voltorre.

Frazione di Gavirate, Voltorre è un piccolo borgo sul lago di Varese, tra le cui principali attrattive è impossibile dimenticare il celebre monastero benedettino: un fiorente punto di riferimento nel medioevo prealpino. Non si può che non rimanere affascinati nell’osservare il patchwork stilistico dimostrato da questo complesso architettonico: mentre le parti più antiche, due absidi interni, risalgono al V e VI secolo, la chiesa dedicata a San Michele è caratterizzata da stile romanico e barocco, e il Campanile di forma quadrangolare sarebbe stato realizzato nel XII secolo.

Il punto di maggiore interesse del complesso è, però, rappresentato dal Chiostro posto alle spalle della Chiesa. Realizzato da Lanfranco da Ligurno nel XII secolo, di forma irregolare per adattarsi alle costruzioni circostanti preesistenti, l’area è caratterizzata dall’eccezionale varietà di decorazioni. Recentemente restaurato e reso visitabile, dopo trascorsi burrascosi e numerosi cambi di patrocini, il Chiostro è diventato ora una sede espositiva della Provincia di Varese. Anche in questo caso è il contrasto di stili ad attirare l’attenzione dei visitatori: l’ambientazione romanica del Chiostro fa, infatti, attualmente da cornice a una serie di mostre di arte moderna dalla chiara identità lombarda.

Il Chiostro di Voltorre si presenta, dunque, come un’incredibile meta: non solo affascinante da scoprire e osservare, ma anche utile per approfondire le varie fasi artistiche della nostra provincia. Assolutamente imperdibile!

Here we are at February 2015. The new year is now clearly started, Christmas guzzles are just a vague memory and the daily routine wrapped us once again without escape… but, at least, winter has been mild so far and, apart from the cold, it spared us from snow storms and harsh chill. Therefore, let’s take the best advantage of this occasion and let’s grant to ourselves a short trip in the district of Varese in order to create a diversion from work and study! For this month my suggestion is to punch out and visit the charming Courtyard in Voltorre.

Suburb to Gavirate, Voltorre is a small hamlet on the lake of Varese, among whose attractions it’s impossible to forget the famous Benedictine monastery: a flourishing datum point in the Middle Age of the pre-Alps. You can just be fascinated by the stylistic mixture shown by this architectural set: while the most ancient parts, two inner apses, date back to the fifth and sixth century, the church dedicated to Saint Michael is characterised by Romanesque and Gothic style, and the quadrangular-shaped belfry was realised in the twelfth century.

However, the most interesting point is represented by the Courtyard, just beyond the Church. Realised by Lanfranco from Ligurno in the twelfth century and characterised by an irregular shape in order to adapt to the pre-existing surrounding buildings, the area is typified by an extraordinary variety of decorations. Recently restored and re-opened to visits, after some troubled bygone days and changed patronages, the Courtyard is now an exhibition area supported by the Provincia of Varese. In this case again it is the contrast between the different styles to catch the visitors’ attention: in fact, the Romanesque setting of the Courtyard is now framing a series of modern art shows, marked by a clear Lombard identity.

The Courtyard in Voltorre is, therefore, an incredible destination: it is not only appealing to be discovered and visited, but it is also useful in order to deepen the many artistic stages in our district. Absolutely not to be missed!

Beatrice Moja

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