Jesper Stein e il suo Axel Steel




Jesper Stein è nato ad Aarhus (Danimarca) nel 1965 e, come Axel Steel, il protagonista dei suoi romanzi (Il tempo dell’inquietudine, Bye Bye Blackbird e Akrash, tutti editi da Marsilio) vive a Copenaghen, nel quartiere di Nørrerbro che, esattamente come nei suoi romanzi, è alternativo e multiculturale e pullula di artisti e spacciatori. Dopo essersi dedicato per molti anni al giornalismo d’inchiesta e facendo anche l’inviato di guerra, Jesper Stein (membro dell’Accademia danese del poliziesco) è approdato all’attività di scrittore. Dalle sue occupazioni precedenti Stein ha sicuramente tratto un’elevata capacità di addentrarsi nella procedura poliziesco-giudiziaria riuscendo ad esporla in maniera dettagliata ma nello stesso tempo semplice e comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Axel Steel è un affascinante trentottenne divorziato (da Cecile), ha una figlia di cinque anni (Emma); ha occhi azzurri, capelli brizzolati e qualche ruga a increspargli il volto; pesa cento chili ed è alto quasi due metri; ha una paura folle di morire e il suo cuore (che compie settantadue battiti al minuto) negli ultimi due anni è stato sottoposto a sette cardiogrammi; appena può si muove in bicicletta per le vie della città e per combattere l’insonnia fuma hashish (che acquista a Christiania). Axel Steen è un poliziotto impietoso con sé stesso, istintivo nelle prime impressioni, ben consapevole della propria vena polemica e avvezzo ad avventurarsi in scorciatoie assolutamente prive di fondamento giuridico (anche perché non molto portato per l’espletamento di tutti quegli aspetti burocratici che fanno parte del mestiere del poliziotto) e per ciò inviso ai colleghi (che di lui parlano come di un “arrogante pezzo di merda collerico” e che da lui si sentono messi sotto pressione), nonché oggetto di lamentele da parte di criminali che sostengono di essere stati minacciati da lui. Grazie allo stile narrativo di Stein, così immediato e puntuale, leggere i suoi romanzi è come intraprendere un percorso che scorre via quasi ipnoticamente, lasciandosi rapire dal susseguirsi di eventi descritti minuziosamente pur in tutta la loro crudezza.   

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