26 Maggio 2019

Kaos India - Wave




Artista: Kaos India
Titolo: Wave
Etichetta: Universal
Voto: 7,5/10

Nel corso della mia disonorata carriera musicale, ho avuto la fortuna di inciampare in tante band emergenti e di condividere con loro parte del percorso. Questo vivere da una parte e dall’altra della barricata, mi ha aiutato a sviluppare un profondo rispetto per i miei sodali, un rispetto che mi impone di essere sempre spietato nel raccontare tutta la verità, nient’altro che la verità.
Se devo pensare a qualcosa di negativo da associare ai Kaos India, posso candidamente dire, che il loro nuovo album, “Wave”, suscita in me una sana e profonda invidia. Quel genere di invidia, che solitamente trasmettono i bei dischi, quelli che ti piacerebbe avere all’attivo e che fanno rimpiangere di non essere più giovani.
Il quartetto di Modena, sintetizza in dieci tracce, tutto l’alternative caro a noi pluri-trentenni, un sound definito superato e obsoleto, ma che in Wave regala più di un sussulto e fa tornare a credere in una sei corde ben suonata.
L’album si apre con un calcio sui denti, A Second, che spiega come non sia necessaria la green card, per riproporre in maniera credibile le lezioni di volo di Dave Grohl, mentre il singolo Don’t Stop, ci fa risvegliare a Las Vegas nel 2005, qualche giorno prima dell’uscita di Hot Fuss.
Nonostante i riferimenti siano chiari e numerosi, il lavoro dei Kaos India, mantiene una certa personalità, soprattutto grazie alla voce di Mattia Camurri, che ha poco da invidiare a colleghi più blasonati, come testimonia la Duraniana The Void.
“Wave”, è un disco riuscito e dall’ampio respiro internazionale, grazie anche alla produzione di Pietro Foresti e ci mostra come sia finalmente arrivato il momento di estirpare questa idiosincrasia tutta italiana, nei confronti di band come i Kaos India, rei di non ricalcare gli stucchevoli solecuoramorismi nostrani.

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