20 Aprile 2019

Kate Morton

I libri dell’australiana Kate Morton (1976), best-sellers pubblicati in 31 paesi (in Italia da Sperling&Kupfer), sono romanzi passionali nei quali armoniosamente si fondono elementi gotici con elementi di mistero e che si distendono sinuosi lungo due spazi temporali: il passato, che sia quello della Londra vittoriana tanto cara a Dickens o della vita tra le due Guerre in un’antica e lussuosa dimora della campagna inglese e il presente, rappresentato dalla Londra del terzo millennio, multietnica e quanto mai ricca di contraddizioni. Kate Morton, nella sua vita come nelle sue opere è molto attenta al ruolo della memoria, a cui attribuisce un’importanza che risulta fondamentale “per anticipare il futuro e fare le scelte giuste al riguardo”. Nei suoi romanzi anche gli oggetti (vecchie fotografie, blocchi per gli schizzi, una pietra preziosa, un dipinto) assumono un ruolo da protagonisti e la Morton è estremamente attenta ai dettagli perché ritiene che la scrittura sia diventata, col tempo, il tramite attraverso il quale può tornare immediato, tanto per il lettore quanto per lo scrittore, percepire, comprendere e apprezzare il mondo. E i suoi lettori (ma per lo più lettrici) non possono fare altro che apprezzare lo stile e l’eleganza d’altri tempi che è distintivo di questa raffinata scrittrice. Ritorno a Riverton Manor è un romanzo dalla trama cinematografica (che ha molto in comune con “Downton Abbey”: mentre lo leggevo ne immaginavo già la visione sul grande schermo) nel quale mistero e amore si intrecciano in maniera superba e che fino alla fine tiene celato al lettore un terribile segreto. La donna del ritratto è una raccolta di piccole miniature, di spaccati delle vite dei residenti di Birchwood Manor (la casa che ha un ruolo centrale nel romanzo), che parte da un’esperienza artistico-bucolica poi segnata da una serie di tragedie: una morte sospetta, una sparizione e la scomparsa di un prezioso gioiello…

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