Kayleth – 2020 Back to Earth

Artista: Kayleth
Album: 2020 Back to Earth
Etichetta: Argonauta Records
Voto: 8/10

Tornano i veronesi Kayleth con il loro terzo album in studio “2020 Back to Earth”. Un disco che sancisce un’ulteriore conferma della bontà del progetto che, fra le influenze più disparate, potremmo collocare principalmente fra stoner e space rock.

L’immaginario che “2020 Back to Earth” evoca nella mia mente è quello della pietra miliare della cinematografia di fantascienza ovvero “Il Pianeta delle Scimmie”. Al ritorno “a casa” i Kayleth raccontano di un mondo che non riconoscono più, orrendamente deturpato e irriconoscibile.

Corruption, singolo e apripista dell’album, esprime bene il carattere della band che si muove su un tracciato ricco di energia ma decisamente già battuto. La successiva Concrete, dal sapore più “Sabbathiano” e desertico, mantiene le stesse intenzioni della opening track ma si articola in maniera più mutevole e godibile.

Lost in the Canyons con un piglio “alla Hawkwind” riesce a donare un non so che di epicità al tutto grazie anche all’uso eccellente dei fiati. Strumento che non mi sarei mai aspettato di trovare. Dawn of Resurrection, Delta Pavonis, By Your Side, scorrono via lisce e piacevoli fino alla tranquillità apparente di Electron: un pezzo che sembra fondere elementi quasi new wave nello schema già più che collaudato dai Kayleth rendendolo uno dei miei brani preferiti del disco.

Con Avalanche torniamo su sentieri space rock più ipnotici che martellanti mentre Sirens ci porta in un limbo a cavallo fra doom e psichedelia.

La conclusiva Cosmic Thunder MST V4 è il pezzo con più inserimenti sintetici (quasi dance) ed è forse quello con una varietà stilistica più imprevedibile. Si fa notare un ottimo uso della voce e dei cori che riescono a creare un’atmosfera davvero “tridimensionale”.

“2020 Back to Earth” è un disco di stoner/space rock godibilissimo, suonato bene e prodotto in modo eccellente. Ad ogni modo mi piacerebbe che in futuro la voglia di “osare” del quintetto veneto si faccesse sentire in modo ancora più marcato.

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