20 Aprile 2019

La poesia di Mark Strand

La poesia di Mark Strand - Uvinum




A volte scoppiava un incendio e io ci camminavo dentro

e ne uscivo illeso e continuavo per la mia strada,

e per me era soltanto un’altra cosa fatta e finita.

Quanto a estinguere l’incendio, lo lasciavo ad altri

che si gettavano nelle nubi di fumo con ramazze

e coperte per spegnere le fiamme. Una volta finito

facevano crocchio per parlare di quello che avevano visto –

la gran fortuna di aver testimoniato i lucori del calore,

l’effetto acquietante della cenere, ma anche più di aver conosciuto il profumo

della carta che brucia, il suono delle parole che respirano la loro fine.

La poesia di Mark Strand (Summerside 1934- New York 2014) è tanto semplice quanto complessa. Strand è considerato uno dei massimi poeti americani, autore dall’eleganza ricercata e dalla più che rara finezza intellettuale. Il protagonista dei suoi versi è un “io” che si estranea dal contesto: lui stesso affermò in un’intervista che, una volta scritta una poesia, se ne sbarazzava, non ci pensava più. È solo una coincidenza, quindi, se i temi che si ripetono nella sua poetica sono la delusione, l’attesa e il buio che avanza. La poesia è, secondo Strand, l’unico mezzo per riuscire a fermarsi e riflettere, per ricordarsi cosa si prova ad essere vivi.

Qualcuno stava dicendo / qualcosa riguardo ombre che coprono il campo, riguardo / lo scorrere dell’esistenza, di come ci si addormenti verso il mattino / ed il mattino passi. / Qualcuno stava dicendo / di come il vento muoia ma poi ritorni, / di come le conchiglie siano le bare del vento / ma il tempo continui. / Era una lunga notte / e qualcuno disse qualcosa riguardo a come la luna perdeva il suo / bianco / sul freddo campo, come non ci fosse nulla davanti a noi / oltre le solite cose. / Qualcuno menzionò / una città in cui era stata prima della guerra, una stanza con due / candele / contro un muro, qualcuno che danzava, qualcuno che guardava. / Cominciamo a credere / che la notte non avrebbe avuto termine. / Qualcuno stava dicendo che la musica era finita e nessuno / se n’era accorto. / Allora qualcuno disse qualcosa riguardo i pianeti, riguardo le / stelle, / di quanto fossero piccole, quanto fossero lontane.

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