Menimals – Quella parte oscura e nascosta dell’essere

A tutti quelli che sono convinti che un lunedì non possa smuovere gli animi, dedichiamo questo racconto dalle vibrazioni oscure vissuto in una piovosa serata varesina dalle nostre Sofia Parisi e Valentina Galmarini.

Comincia tutto dai soliti scalini che accompagnano alle porte del Twiggy Cafè: all’interno la consueta e rincuorante atmosfera tra chiacchiere, risate, bicchieri di birra e calici di vino. Tutto sembra scorrere normalmente, nulla fa presagire quello che a breve romperà questi equilibri.

Ad un tratto, infatti, da un angolo del bar, una figura turbata e barcollante, si fa strada tra i tavoli, facendosi osservare dai primi spettatori fino a trascinare nel silenzio incuriosito ed un po’ inquietato tutti i presenti. Calano le luci e l’ attenzione è proiettata verso il palco dove sono apparse figure oniriche: il Ratto che suona la batteria con colpi decisi ed ipnotici, la chimera che governa le onde più basse, il grifone alla chitarra che oscilla tra melodie e rumori. A completare la scena la strana figura che li raggiunge a passo lento e trascinato: Doctor Forge.

Lo spettacolo ha inizio, e dalle prime note inizia una discesa verso sensazioni viscerali, amplificate da sonorità dai colori oscuri, tra bassi perturbanti ed ipnotici , ritmi cadenzati e una chitarra sospesa tra melodie fluttuanti e rumori corrosivi. L’impatto è reso ancor più sconvolgente dalla forte presenza teatrale del cantante che con grida soffocate trasmette turbamento e sofferenza ad un pubblico sempre più scioccato: si muove tra la gente, con il suo camice bianco, con la sua follia straziante, e grida, sussurra, sibila.

Per più di un’ora il tempo si ferma e lo spazio svanisce , tutto è pervaso dalla violenza psichedelica di una performance musicale e drammatica che raramente si riesce ad incontrare nell’attuale panorama live. Il pubblico è rapito, catturato. Finalmente sensazioni e forti scosse all’animo. Il tutto si conclude così com’ era iniziato, i quattro personaggi silenziosamente si allontanano dalla scena e le allucinazioni dettate dal sogno sfumano nella realtà. Le luci si riaccendono e riportano i presenti ai tavolini del Twiggy Cafè.

Incuriosite ed intrigate abbiamo deciso di andare più nel profondo, chiacchierando un poco con gli artisti, di cui ovviamente non possiamo svelare l’identità:

D. Com’ è nato questo vostro progetto?

R. L’idea è nata attraverso sessioni di improvvisazione a vocazione psichedelica di basso , batteria e chitarra; ad un certo punto abbiamo sentito la necessità di inserire una voce. Dopo aver sentito Rainstick Cowbell, progetto di Scott Arbogast , abbiamo deciso di contattarlo, pensando che sarebbe stato perfetto per noi e che avrebbe dato sfumature più intense alle nostre composizioni. Abbiamo iniziato a collaborare a distanza inviandoci materiali dall’Europa agli Stati Uniti e così ha preso corpo quello che avete visto stasera.

D. “Menimals”, che cosa significa?

R. “Men” e “Animals” , la parte animale e quella umana si compenetrano durante la nostra performance, che a metà fra teatro e musica porta sul palco non più individui , ma personaggi . Quando suoniamo, infatti, non siamo più noi stessi, ma ci immergiamo ognuno in una parte con precise caratteristiche.

D. Ma chi sono questi personaggi?

R.I quattro componenti fissi del progetto sono la rappresentazione delle caratteristiche dei Solidi Platonici e degli animali di cui portano le maschere, queste caratteristiche si riflettono nel ruolo musicale dei musicisti: il Ratto – Batteria, è l’ Esaedro, la Terra, l’ elemento più stabile, quello sui cui tutti gli altri strumenti poggiano. La Chimera – Basso e seconda chitarra è l’ Icosaedro, l’ Acqua , che è complementare alla Terra ed è il più fluido degli elementi. Il Grifone – Chiatrre/Elettronica è l’Ottaedro, l’Aria: l’Acqua poggia sulla Terra, l’ Aria poggia sull’ Acqua, volando continuamente tra Melodia e Rumore. Infine Doctor Forge, il Tetraedro, l’ Uomo, nonché Fuoco , l’ elemento più mutabile ed imprevedibile, che può essere una scintilla o un incendio. E’ l’ elemento che porta la luce, la lanterna nel buio, colui che mostra il cammino. I Quattro elementi insieme creano il Dodecaedro, è l’ Etere, la Quintessenza, l’ elemento più sottile ed incorruttibile, è La Musica.

Questo è il concept che sta alla base del nostro spettacolo, che ha la sua forza soprattutto nel rapporto finzione e realtà, la cui rottura intende spiazzare il pubblico. Non possiamo per questo dirvi niente di più personale, poiché solo il Grifone ha la possibilità di comunicare, mentre Dr Forge non può che cantare. Vogliamo lasciare questo velo.

D. Allora senza darvi un viso né un nome in questo mondo reale, e lasciando ai nostri lettori la curiosità di vedervi e sentire quello a cui abbiamo magicamente partecipato stasera, vi chiediamo per concludere, quali sono i vostri progetti futuri:

R. Abbiamo appena terminato un tour composto da sei date (Roma, Latina, Torino, Pavia, Monza, Milano e Varese) e ci piacerebbe continuare sperimentando contaminazioni musicali e creando arrangiamenti originali per addentrarci sempre più nel profondo.

 

Bene. Ora possiamo tornare a casa, i nostri sogni di questa notte saranno forse animati da strane figure e voci, suoni e turbamenti dalle profondità delle nostre coscienze. Vi invitiamo ad assaporare questo spettacolo di percezioni magiche. Per il momento, buona notte.


Sofia Parisi e Valentina Galmarini

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