Mope – S/T


Artista: Mope

Album: self titled

Etichetta: Taxi Driver Records

Anno: 2014

Voto: 8.5

Cosa c’entra il sassofono col doom metal? E come dice il nostro Stefano Monty: “ma ti immagini quanti sassofonisti si sono ritrovati disoccupati dopo gli anni’80 quando non c’era più la Milano da bere e gli strip tease con la musica di Joe Cocker?”.

A parte le battute, i Mope sono un “super-gruppo” formato da membri di Folagra, Vanessa Van Basten ed Eremite con una più che evidente passione per band come Sleep, Om e le jam free form dal sapore jazzistico.

A parer mio il loro disco d’esordio dal titolo omonimo licenziato per Taxi Driver Records è di ottima fattura e particolarmente interessante su tanti fronti.

Prima di tutto perché avvicina i più all’ascolto di sonorità heavy grazie all’accessibilità data dalle melodie disegnate dal sassofono di Sara Twinn.

In secondo luogo perché scavalca le etichette di genere e ci riporta indietro nel tempo sui passi dei compianti Morphine di Cure for Pain.

Non solo: ascoltando attentamente più e più volte le tre lunghe tracce strumentali che compongono il disco ho anche scorto riferimenti ai temi dei gloriosi “poliziotteschi” anni’70. Quelle pellicole, per intenderci, da cui tanto ha attinto un regista come Quentin Tarantino per creare gran parte dell’immaginario legato ai suoi lavori.

Adesso provate a far partire il DVD di “Milano Calibro 9” di Fernando Di Leo, togliete l’audio e alzate il volume dello stereo con sul piatto il disco dei Mope: Se non è “Dark Side of the Moon” sincronizzato con “Il Mago di Oz” di Victor Fleming poco ci manca.


 

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