Numa Sosa & the Guachos – Artista


Numa Sosa & the Guachos – Artista

Autoprodotto

 

Tour in Svizzera, Germania, Croazia, Austria: no, non sto parlando di un gruppo emergente ma di un lavoro partorito da una realtà più che affermata, vincitrice di concorsi e con un background musicale di tutto rispetto.

Qualche settimana fa finisce sulla mia scrivania “Artista”, l’ultimo lavoro di Numa Sosa & the Guachos. Nemmeno a dirlo e il passaggio scrivania-stereo è decisamente molto breve.

“Artista” è un disco curioso, interessante: nel senso che più lo ascolto più sono curioso di capirlo fino alla fine e capire dove portano queste nove tracce ben suonate e altrettanto ben registrate.

Diciamolo subito: chi mi conosce sa che non sono un grande fan di ska, atmosfere patchanka e tutto il resto ma questo disco è capace letteralmente di catturare la mia attenzione.

Il fatto è che le dinamiche, le scelte e tutta la costruzione del disco sono piacevolmente imprevedibili: l’uso della lingua per il cantato prima italiana, poi spagnola, poi inglese, i riferimenti alla fusion, ad un certo tipo di word music, le influenze jazz, rock e persino rap ti lasciano stordito e un po’ rapito.

Numa è un ragazzo Argentino con il sole nel sangue e i continui riferimenti musicali al continente sudamericano sono la conferma che l’ispirazione è autentica, genuina e slegata dai dettami di genere.

I ragazzi che accompagna il progetto, i “the Guachos”, non sbagliano un colpo e riescono a seguire e ben definire i contorni delle atmosfere disegnate da Numa in modo originale, non posticcio e questo penso sia un grosso punto a loro favore.

Il rovescio della medaglia come in tutte le cose purtroppo c’è ed è rappresentato proprio da questo mix di generi che in certi episodi disorienta e non funziona benissimo perché alla minima disattenzione la band della cantina di Buenos Aires si trasforma in un attimo in quella del salotto buono di Varese e il paragone credo renda benissimo l’idea.

Qualche laccatura in meno qua e là, secondo il mio modesto parere, e tranquillamente “Artista” avrebbe potuto spodestare il Roy Paci di turno al “Concertone” del primo maggio.

Bravi, continuate così, la strada è giusta e imboccata a tutta velocità. Il prossimo disco sono sicuro che sarà il vostro capolavoro.


 

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