Omar Pedrini – Bloom Mezzago 16 marzo 2019 – Live Report




Sotto la sapiente supervisione di Gaia Mariani, giovane intraprendente direttrice artistica, il Bloom di Mezzago celebra una delle rockstar più “vere” e genuine della nostra scena nazionale. Viaggio senza vento torna in scena e lo fa con la grinta di una tigre in gabbia, di un leviatano sommerso, di una leggenda mai dimenticata. Forse è vero, come recita il detto, che non tutti i mali vengono per nuocere: e in effetti, dopo diverso tempo, ritrovo un Omar Pedrini, immenso, mutato e immerso nella sua giovanile voglia di spaccare il mondo. Probabilmente, per lui, gli anni ’90 non sono mai definitivamente terminati; di certo l’evoluzione artistica lo ha travolto, lasciando segni ben evidenti. Questa sera il nostro “ragazzo della porta accanto”, ha esibito tutto quello che aveva nel cilindro magico, tutta la forza di un uomo, di un padre, di un amico. Essere così generosi con il proprio pubblico resta, a mio modesto parere, una rarità, un dono che genera amore. Senza vento spazza via ogni dubbio. L’open track trascina l’onda anomala del pubblico, memore di quella grinta, sopita forse, ma resa indistruttibile, soprattutto quando hai ancora qualcosa da dire, da trasmettere. Attimi di pura commozione mi circondano, attraverso gli sguardi lucidi negli occhi della folla accanto a me, mentre introduce La cura giusta. Applausi. Illorca è l’autore di un brano memorabile e Omar non perde occasione per rimarcarlo, con gli stessi sguardi, che il pubblico gli restituisce. Mi immobilizzo anche io: è un pezzo intimo e toccante… Non ci sono insegnamenti questa sera. Qui ed ora, ci sono soltanto dei ragazzi che suonano, ed altri che vogliono ascoltarli. Semplicemente. I live dovrebbero davvero mantenere questa connotazione, questa identità, evitando se possibile quell’inutile apparenza che allontana il pubblico, lo spettatore dalla fonte di luce che insegue. Omar è fatto così. Io l’ho visto e ve lo racconto, senza tante cerimonie né menzogne.

(Si ringraziano Stefano Morandini di Tube Agency, Salvatore “Zazy” Marotta per lo scatto fotografico e Lucia Santarelli per la collaborazione redazionale.)

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