Ongaku Motel – Ogni strada è un ricordo EP

Artista: Ongaku Motel

Album: Ogni strada è un ricordo EP

Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2014

Voto: 7

“Ongaku” in giapponese non significa solo “musica”, ma più intensamente “gioia dei suoni”. “Motel” invece è una parola che conoscete tutti, ed ha un americano sapore di viaggi, di avventure, un po’ anche di squallore. E’ proprio questo binomio tra la delicatezza, la freschezza della giovinezza, ed il degrado, che gli Ongaku Motel vogliono evocare.

Il trio milanese nato l’anno scorso e formato da Fabio Pellegrini, Davide Giusto e Piergiorgio Idà, si presenta oggi ufficialmente con l’EP di debutto “Ogni strada è un ricordo”, un bel cinque tracce che ci riporta, per fortuna, alla stagione più clemente e viva che è l’estate: sì, profumano proprio d’estate questi brani, sono freschi.

E soprattutto hanno un sapore giovane: chiudete gli occhi, e potrete immaginarvi in un parco cittadino, a giugno, con un paio di birrette in bilico sul prato, e qualche amico con chitarra e percussioni, risate ed apparente serenità. Dico apparente perché dietro a queste musiche serene e gioiose, che dalla prima all’ultima canzone vi faranno guidare con gli occhiali da sole ed il finestrino abbassato, i testi vi ricorderanno poi in un secondo che fuori piove, e voi siete soli in un mondo che sereno non è.

Ci raccontano della difficoltà della vita quotidiana, dell’abitudine che ogni giorno ci può fermare, come in una palude. Dell’ansia che ci prende di notte e che quando finalmente crediamo di dormire, aumenta nell’angoscia per un futuro di cui non sappiamo nulla. Le voci giovani e gioviali che sentiamo ci confessano della presunzione che due giovani innamorati possono avere quando fanno progetti, senza mettere in conto della delicatezza e fragilità dei rapporti contro al signor Tempo. Testi che pur nella semplicità, colgono alcune pieghe della vita di oggi.

E’ chiaro che di semplicità, e forse ingenuità, bisogna parlare, a livello strumentale e a livello testuale, poichè troverete poco o niente di nuovo, né di forte e complesso in questo EP. I giri su pochi accordi base, qualche fraseggio più azzardato come nella title-track, con chitarra percossa e arpeggi più sostenuti, un basso sempre presente ma che non si fa mai sentire più del necessario, e la batteria affiancata da un simpatico bongo… insomma non ci sono novità, né ricerche musicali. E mi sento di dire che sì, è giusto così per un primo lavoro di ragazzi giovani, anche perché siamo nell’ambito del cantautorato, del folk-pop, della canzone italiana. Quindi è giusto attenersi al “chitarra-voce” della storia.

Rischia però di diventare canzonetta, di non è essere distinta dalle varie Luci della Centrale Elettrica, Ministri, Dente e tutti quanti. Voglio dire che manca negli Ongaku Motel una cifra stilistica autonoma, un accento particolare, un dettaglio, che possa fare la differenza. E su questo un po’ forse c’è da lavorare, perché le basi sono davvero buone e genuine. C’è solo da crescere ed approfondire. Un in bocca al lupo!

 

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