Ophiuco – Hologram




Artista: Ophiuco
Titolo: Hologram
Etichetta: Macaco Records/The house of love/EMA REC
Voto: 7/10

Paesaggi onirici ed eteree sensazioni di abbandono convergono nel terzo lavoro degli Ophiuco: “Hologram”. La qualità dei suoni non lascia spazio a futili divagazioni e, dopo un intro apparentemente misurato e innocuo, veniamo introdotti attraverso Atom’s ballad nel cuore della nuova creatura musicale tra interferenze vocali e linee sinuose e psichedeliche. Un trip eccentrico, senza paradisi artificiali né blackout mnemonici giocato soltanto grazie alla forza della musica. Tutto il disco è un percorso ondulato e pacifico nella sua ossequiosa animosità. Hologram, brano da cui prende il nome l’intero album, ravvisa un sentimento “vintage” con cadenze ipnotiche che mostrano un futuro distopico e surreale. Una reminiscenza cinematografica, oltre che strumentale, oscura come le ambientazioni descritte in “Metropolis” di Fritz Lang. Hypno queue trasporta il peso delle coscienze umane in territori perigliosi, con un bagaglio poetico capace di mostrare entrambi i lati della medaglia. L’intera struttura compositiva risuona di miti lontani, di corpi meccanici, metallici, amorfi. Life e Modern art designano ulteriormente la linea interpretativa, caratteristica di ogni passaggio. La tranquillità traspare come un segno identificativo, nella tavolozza dei colori freddi, dal blu al nero. E viceversa. I sussurri in The hacker congedano questo esempio di opera elettronico sperimetale, che non si discosta molto (fortunatamente) dai primi lavori di Trent Reznor dei Nine Inch Nails. Da ascoltare.

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