Oplà – il desiderio di fare Teatro




“Il teatro deve essere per tutti”: questo è il motto dell’associazione culturale Oplà di Tradate. VivaMag ha voluto incontrare parte dello staff per poter farvi conoscere meglio questa bella realtà della nostra provincia…

Quali sogni e necessità vi hanno spinto a fondare l’associazione Oplà nel lontano 2012?

Quando abbiamo deciso di fondare Oplà ci muoveva il desiderio di fare teatro in tutte le sue forme. Abbiamo scelto di rimanere in provincia e non di spostarci su Milano dove avremmo avuto più probabilità perché ritenevamo e riteniamo che la nostra provincia abbia bisogno di proposte e persone che lavorino al servizio della cultura.

Solitamente un progetto culturale ha una filosofia alla base. Volete parlarci della vostra?

Noi pensiamo che il teatro sia per tutti. Non è una proposta elitaria per persone predisposte alla carriera teatrale e/o cinematografica. Tutti possono mettersi in gioco e scoprire le proprie risorse espressive in un ambiente senza giudizio e liberante.

Cosa vi spinge a fare teatro? O meglio: perché avete scelto la dimensione del palcoscenico?

L’urgenza di raccontare storie dell’uomo interrogandoci e interrogando il nostro pubblico con cuore, generosità e divertimento. Il palco è un’opportunità di dono e servizio per la comunità, è un momento finale di un percorso di lavoro e ricerca che costringe a cercare le cose più autentiche dell’animo umano.

Teatro nei cortili” è uno degli appuntamenti più longevi della vostra associazione. Quest’anno, nel mese di maggio, ci sono stati tantissimi spettacoli a cartellone. Come è nata questa rassegna e con quali intenzioni?

Volevamo portare il teatro in un luogo della quotidianità che appartiene alla storia urbanistica del nostro territorio: il cortile, luogo di incontro e socializzazione che è andato sparendo pian piano nelle nostre città non tanto fisicamente quanto nella sua dimensione relazionale. Teatro nei cortili offre la possibilità grazie al teatro di riaprire al pubblico bellissimi cortili privati regalando ore di comunità e cultura per tutti.

Di che cosa parlano esattamente questi spettacoli (parlo sempre della rassegna “Teatro nei cortili”)?

Teatro nei cortili è una rassegna di teatro ragazzi. Scegliamo compagnie di giovani talentuosi professionisti che si sono specializzati nel format per i piccoli e cerchiamo di miscelare codici espressivi diversi: teatro di immagine/figura, commedia dell’arte, circo, mimo. Inoltre cerchiamo di avere attenzione alle fasce di età differenti, selezionando proposte adatte e speciali per i 3/6 anni e spettacoli per tutta la famiglia.

Come mai avete scelto di fare spettacoli in uno spazio aperto invece di optare per un vero e proprio teatro?

Teatro è laddove ci sono un attore e un pubblico. Crediamo molto alla diffusione di un teatro nei luoghi esplorati o inesplorati della quotidianità. E’ un modo di andare incontro alla gente ed incuriosirla, facendo venire voglia magari poi di andare anche a teatro più spesso.

Tra tutti gli spettacoli che avete organizzato, quale vi ha regalato più soddisfazioni? E perché?

Domanda difficile. Come organizzatori abbiamo ospitato sempre colleghi di cui siamo fieri, bisognerebbe chiedere al nostro pubblico quale spettacolo hanno preferito nel corso di questi anni! Come attori ovviamente siamo orgogliosi delle nostre produzioni e anche qui non è possibile fare una classifica, li trovate qui.

Crediamo che nel teatro sia fondamentale il contatto con il pubblico. Come riuscite a coinvolgere attori e spettatori?

E’ una relazione profonda di ascolto, reciproco. Ogni replica è diversa non solo perché si modificano alcuni elementi della drammaturgia o dell’interpretazione ma perché nasce una relazione differente con il proprio pubblico, e come tutte le relazioni possono avere energie, ritmi, qualità differenti. Negli anni abbiamo imparato moltissimo a scegliere i linguaggi più efficaci per instaurare questo legame con le differenti fasce di età. Quando stiamo davanti a un bambino di 2 anni o quando stiamo davanti a un adulto giochiamo un’interpretazione e un codice espressivo adatto a loro per poter arrivare al cuore della narrazione condivisa quale è sempre l’esperienza teatrale.

Guardando al futuro, quali sono i vostri programmi per i prossimi anni?

Cerchiamo giovani attori che abbiano voglia di coinvolgersi in un progetto culturale teatrale di squadra per le nostre comunità, abbiamo capito che noi siamo fatti così e che la gente ci vuole bene proprio per questo. Abbiamo in cantiere molte produzioni in diversi ambiti: teatro e memoria, teatro ragazzi, circo e altro ancora. Seguiteci!

Vincenzo Morreale

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