Parco e Villa Toeplitz a Varese

Dopo l’interruzione per la quarantena (e il lungo prolungamento che mi sono autoconcessa), torno a scrivere questa rubrica. Le gite nella nostra splendida provincia che avevamo dovuto interrompere a causa del lockdown possono, infatti, riprendere ora a pieno ritmo e, anzi, magari con ancora più entusiasmo. In attesa di passare a proposte più complesse e distanti, per questa volta voglio proporvi un luogo bello, ma vicino: il Parco di Villa Toeplitz a Varese.

Villa Toeplitz (che deve il proprio nome a Giuseppe Toeplitz, banchiere di origine polacca, che acquisì nel 1914 la modesta residenza di campagna della famiglia tedesca Hannesen per poi rimodernarne struttura e parco) sorge in località Sant’Ambrogio a Varese, ai piedi del Sacro Monte.

Con una superficie di circa 8 ettari, Villa Toeplitz vanta varie attrattive: di particolare interesse sono villa residenziale, portineria e villa patronale; quest’ultima, soprattutto, attualmente sede dell’Università degli Studi dell’Insubria, è contraddistinta da una bellissima torretta a pianta quadrata, da un terrazzo belvedere, da un osservatorio e dall’accattivante struttura esterna in combinazione di mattoni a vista e di elementi di rivestimento in pietra.

Architettura a parte, è soprattutto la struttura eclettica del parco ad attrarre l’attenzione dei visitatori: progettato nel 1927, il giardino propone l’armoniosa convivenza di elementi in stile paesistico (gli alberi esotici, per lo più conifere), rinascimentale (i parterre sotto la specola) e orientale (i giochi d’acqua ispirati alla tradizione del Kashmir). L’acqua corrente è appunto l’elemento che principalmente cattura lo sguardo, mentre scorre delicatamente attraverso i canaletti in maiolica turchese lungo la monumentale gradinata e le numerose fontane in mosaico.

Anche la vegetazione circostante consiste nella coesistenza di differenti componenti: al prato, scarsamente intervallato da piccoli gruppi di alberi, si affiancano le architetture vegetali in siepe, un bosco di conifere e un bosco di castagno (abitato da un’indisturbata moltitudine di scoiattoli, picchi verdi, picchi rossi maggiori e salamandre pezzate).

Senza dubbio una romantica e allettante alternativa alle caotiche vie del centro.

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After the quarantine interruption (and the long extension that I self-granted), I am back to writing this column. The trips in our beautiful province that we had to stop because of the lockdown can, in fact, resume now at full speed and, indeed, perhaps with even more enthusiasm. Waiting to move on to more complex and distant suggestions, this time I shall suggest a beautiful, yet close destination: the park of Villa Toeplitz in Varese.

Villa Toeplitz (named after Giuseppe Toeplitz, a Polish-born banker, who acquired the modest country estate of the German family Hannesen in 1914, and then refurbished its structure and park) is located in the area Sant’Ambrogio in Varese, at the foot of the Sacro Monte.

With an area of about 8 hectares, Villa Toeplitz boasts various attractions: the residential estate, the concierge, and the mansion house are particularly interesting; the latter, above all, currently headquarter of the University of Insubria, is characterised by a beautiful squary plan, a panoramic terrace, an observatory, and the captivating external structure in combination of exposed bricks and stone cladding elements.

Architecture aside, it is above all the eclectic structure of the park that attracts the attention of the visitors: designed in 1927, the garden offers an harmonic coexistence of elements, combining the landscape (the exotic trees, mostly conifers), the Renaissance (the parterre under the astronomical observatory), and the eastern (the water games inspired by to the Kashmir tradition) style. The streaming water is precisely the element that mainly catches the eye, as it flows gently through small canals, made in light blue majolica, along the monumental stairs, and the many mosaic fountains.

The surrounding vegetation also consists of the coexistence of different components: the lawn, poorly interspersed with small groups of trees, is flanked by plant architectures in hedges, a coniferous forest, and a chestnut forest (inhabited by an undisturbed multitude of squirrels, green woodpeckers, great spotted woodpeckers, and fire salamanders).

Undoubtedly, a romantic and tempting alternative to the chaotic streets of the city centre.

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