Poesia – Antonio Machado

I colori di Antonio Machado

È verde la pianura
al sole dell’aprile,
ha quella verde fiamma,
la vita che non pesa;
e l’anima pensa ad una farfalla
del mondo atlante e sogna.

Aprile: per alcuni il mese più crudele; per altri il mese più dolce. Per Antonio Machado (1875-1939), il sole primaverile rende la vita più leggera e spensierata, sognante, e la mente vola libera sulla natura che si risveglia. Ma l’erba fresca, il cui verde non è difficile da immaginare mentre si leggono queste poche righe, non è la sola fonte d’ispirazione. Il poeta spagnolo, nato a Siviglia, racconta l’amata terra natia, la Spagna, attraverso i suoi elementi naturali, e nei versi si leggono tutti i colori della Madre Terra. L’oro del sole nel giardino (Lungi dal tuo giardino arde la sera/ incensi d’oro in fiamme porporine), il rosso che colore le cime dei monti al tramonto (Sul cammino bianco,/ alberi che nereggiano stecchiti;/ sopra i monti lontani sangue ed oro), l’azzurro del cielo (Oh, riposare nell’azzurro del giorno/ come riposa l’aquila nel vento,/ sopra la montagna fredda,/ sicura delle sue ali e del respiro!), il mare e la spuma bianca delle onde (il mare lattescente,/ il mare rutilante,/ che risa azzurre ride sulle sue cetre d’argento…/ Bolle e ride il mare!/ L’aria pare che dorma incantata/ Nella fulgida nebbia del sole bianchiccio). La mente del lettore si trasforma in una tavolozza di un pittore e noi, che usciamo dal gelido inverno, non vediamo l’ora che arrivi l’estate.

Karin Mosca

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