Poesie sulla Neve

Nevica: l’aria brulica di bianco;

la terra è bianca; neve sopra neve;

gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco;

cade del bianco con un tonfo lieve.

E le ventate soffiano di schianto

e per le vie mulina la bufera:

passano i bimbi: un balbettio di pianto;

passa una madre; passa una preghiera.

Nevicata, Giovanni Pascoli

Quando si pensa all’inverno, subito ci si immagina un panorama completamente imbiancato, una guerra di palle di neve, una nevicata il giorno di Natale. La neve ha sempre avuto un fascino particolare sull’essere umano, che l’attende e poi la detesta, che la ama quando è in montagna e la odia quando è in città. Anche i nostri cari amici poeti non sono immuni al fascino dei fiocchi che cadono dal cielo, e sono molti coloro che hanno deciso di dedicare dei versi a questo fenomeno atmosferico. C’è chi la vede come un momento di gioia, che porta il sorriso sulla faccia dei bambini, e chi la vede come un inesorabile presagio di morte. C’è chi scherza, poi, sulle avventure di un povero pupazzo di neve, che ha avuto la sciagurata idea di avvicinarsi troppo al fuoco.  Candore e gelo, allegria e malinconia, silenzio e rumore, quel bianco sublime che ammalia e impaurisce.

Dalle profondità dei cieli tetri / scende la bella neve sonnolenta, / tutte le cose ammanta come spettri: / scende, risale, impetuosa, lenta. / Di su, di giù, di qua, di là s’avventa / alle finestre, tamburella i vetri… / Turbina densa in fiocchi di bambagia, / imbianca i tetti ed i selciati lordi, / piomba, dai rami curvi, in blocchi sordi… / Nel caminetto crepita la bragia… / e l’anima del reduce s’adagia / nella bianca tristezza dei ricordi. / Reduce dall’Amore e dalla Morte / gli hanno mentito le due cose belle! (Nevicata, Guido Gozzano)

Nella notte dell’inverno, / galoppa un grande uomo bianco. / È un pupazzo di neve / con un pipa di legno / un grande pupazzo di neve / perseguitato dal freddo. / In una piccola casa / entra senza bussare / e per riscaldarsi / si siede sulla stufa rovente / e sparisce d’un tratto / lasciando solo lo sua pipa /in mezzo ad una pozza d’acqua / ed il suo vecchio cappello. (Il pupazzo di neve,  Jacques Prévert)

Dal cielo tutti gli Angeli / videro i campi brulli/ senza fronde né fiori / e lessero nel cuore dei fanciulli / che amano le cose bianche / Scossero le ali stanche di volare / e allora discese lieve lieve / la fiorita neve. (Fior di neve, Umberto Saba)

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