Puddle of Mudd – Welcome to Galvania




Artista: Puddle of Mudd
Titolo: Welcome to Galvania
Etichetta: Pavement Entertainment
Voto: 7/10

Ricordo molto bene Come Clean (era il 2001), e pensai che forse qualche reminescenza del vecchio grunge potesse fermarsi, stagnandosi nei circuiti di MTV, senza far troppo rumore. I Puddle of Mudd, riemergono dagli stessi anni, durante i quali tormentoni come It’ been a while degli Staind o How you remind me dei Nickeback, si stagliavano come i nuovi baluardi del new alternative rock. Welcome to Galvania segna di certo un ritorno, soprattutto alla sobrietà del cantante, Wes Scantlin; noto ormai più per gli eccessi e le disavventure, piutottsto che per doti artistiche. Nulla di nuovo ovviamente, ma un dignitoso tentativo di ri-proporre un periodo musicale che pochi rammentano. My kind of crazy, diventa l’icona di una ballad obbligatoria da inserire in un disco, per farci sognare estati infinite da loser, innamorati di ragazze irraggiungibili. I presupposti affinché si designi come un buon album, senza eccedere nel “capolavoro”, ci sono. Apprezzabili le parti vocali, a conferma di un ripristino personale e artistico di chi, appunto, sembrava destinato all’oblio. Time of our lives ci accoglie con riff già sentiti in album precedenti. Del resto lo style rock identificativo della band, risiede anche nelle armonie personali (personalizzate), le stesse che li hanno resi “quelli” di Blurry, Control, Drift and Die, e altre hit facilmente orecchiabili. Slide away fa un po’ il verso a Liam Gallagher, scimmiottando il cantato, ma tutto sommato resta un brano graffiante, così come Sunshine. In conclusione, lo ammetto, a me è piaciuto questo album; probabilmente più per la voglia di riscattarsi, definendo un nuovo futuro sobrio, che emerge palesemente dalla volontà di restare “puliti”. Appunto. Come Clean.

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