Reportage VivaMag Day 2017

VivaMag Day, festival alla sua prima edizione, venerdì 28 luglio 2017 ha riempito di musica per un’intera giornata i Giardini Estensi di Varese.

I mercatini coloravano l’atmosfera, il chiosco di crepès inondava l’aria con i suoi profumi. Si poteva scorgere lo stand di OK Radio, il totem di Elmec Solar che spiccava tra tutto e ovviamente lo stand della birra curato dall’associazione Mollalosso.

Il caldo torrido non ha fermato ben 10 band che si sono susseguite quasi senza pausa dal primo pomeriggio fino a mezzanotte.

Già alle 14 con l’inedito set acustico dei Volemia sotto al palco si potevano scorgere molti interessati avventori oppure semplici curiosi intenti in una passeggiata fra il verde dei Giardini Estensi attirati dalla musica.

I giovanissimi Ragni su Marte hanno invece conquistato il palco per secondi con la loro fantasia ed ironia; l’atmosfera si è scaldata ancora di più con il punk/beat/folk di Acid Jack Flashed accompagnato per l’occasione dai due terzi degli Hot Complotto. Il cantante con il suo vestiario eccentrico in stile beat generation non ha potuto che strapparmi anche un sorriso di approvazione.

Il Distacco, band alternative-rock, mi ha fatto rimanere letteralmente a bocca aperta soprattutto per la potenza canora del frontman ma anche e soprattutto per il set elettrico molto ben studiato e coinvolgente.

Davide Gammon, one man band psychobilly-blues-elettronico, ha concluso la sessione del pomeriggio con un’esibizione particolare ed energica. La sicurezza che mostrava sul palco era evidentemente frutto di una pluriennale esperienza in ambito wave (mi sono venuti in mente i primi Litfiba).

La pausa si è consumata tra Spriz e birrette, tempo un’ora e i fonici stavano già preparando il palco per la sessione serale. Il caldo era già più mite ed il pubblico iniziava a diventare più numeroso.

I Continual Drift hanno aperto la serata con “schitarrate” hard rock ed energiche canzoni alla Foo Fighters. Poi è stata la volta degli Slowtide, band dark-wave dalla voce femminile: la dolcezza delle linee vocali si sposava perfettamente con la parte strumentale e, ahimè, il mio cuore romantico si è un po’ commosso.

I BUG. Con il loro grunge-rock e il frontman dalla note “impossibili” hanno tenuto alta l’attenzione per la loro scaletta davvero imprevedibile saltando con disinvoltura da un genere all’altro.

Subito dopo sono saliti sul palco i Les Fleurs des Maldives di grande esperienza ed esplosività, in bilico fra rock vecchio stampo e indie-rock. Avrebbero sicuramente tenuto testa ai migliori Ministri.

Hanno chiuso la serata i Mountain of the Sun che con la loro psichedelia hanno trasformato gli umori da energici ad introspettivi, hanno regalato viaggi interiori e riflessioni cullando il pubblico con le rarefatte e sognanti note delle loro canzoni.

E’ stata una giornata intensa, ricca di emozioni ed imprevisti. Tante persone diverse hanno collaborato per la riuscita di questo “neo-festival” dedicato alla band indipendenti e l’affiatamento e l’entusiasmo di tutti mi ha fatto sentire a casa.

Con l’augurio che si faccia anche l’edizione 2018, ringrazio gli organizzatori, le band ed il pubblico che con la loro energia ha reso possibile qualcosa che a Varese prima non c’era!

Valentina Irene Galmarini

 

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