Sananda Maitreya – l’intervista di VivaMag

Da bambino, sognavo di fare l’investigatore. Adoravo indossare il cappello di mio nonno e girare per casa con una lente d’ingrandimento in mano, cercando indizi sui casi che inventavo nella mia testa. Passavo ore e ore, a ricostruire, decostruire e comporre le vite di personaggi mai esistiti, ma decisamente più interessanti della mia babysitter che sonnecchiava sul divano. Raccogliere gli appunti per questo articolo, è stato davvero eccitante e per qualche ora, ho rivissuto in parte le emozioni dei quei giorni, con la stessa spensierata e avventurosa curiosità. Ricostruire l’enigma dietro Sananda Maitreya, credo sia la sfida più interessante per qualsiasi aspirante giornalista. Una sfida che racconta le migliaia di vite e le altrettante rinascite di un artista, la cui evoluzione è incessante e seguirne le tracce, è solo questione di fede.
Abbiamo incontrato l’enigmatico Sananda Maitreya, per parlare del suo album Live “Fallen Angel Tour 2019 – Live From The Ruins” e del suo grande amore per il nostro paese.

Da qualche settimana è disponibile su tutte le piattaforme “Fallen Angel Tour 2019 – Live From the Ruins”, il tuo primo album dal vivo in circa otto anni. La tracklist è un compendio coerente della tua vita di artista e delle sue sfumature lunghe 30 anni. Possiamo dire che questo disco, rappresenti una sorta di bilancio in musica, il capitolo finale di un libro, che anticipa l’inizio di una nuova avventura?

Direi più uno “Snapshot” se vuoi o un “selfie” che mi vede campionare l’eredità musicale che ho creato nel corso di questi anni. Sono stato tentato di guardare agli ultimi 30 anni o più di musica per ripitturarli con un pennello molto più grande, ma per ora ho preferito usare un pennello più piccolo per descrivere la mia vita.
È stato un lungo ed incredibile viaggio! Un viaggio a cui non sembravo destinato a sopravvivere, ma sentivo di avere ancora tanto lavoro da fare, quindi ho detto alla morte di aspettare fino a quando non fossi stato soddisfatto, prima di lasciare la terra nelle mani del destino.

In ogni caso è giusto dire che “Fallen Angel Tour 2019 – Live From The Ruins!”  incapsula perfettamente la larghezza e l’ampiezza della distanza percorsa finora. Sono grato alla mia Live Band, The Sugar Plum Pharaohs, per avermi aiutato a esprimere quegli anni con questo disco live.

Questo Album, celebra anche il tuo grande amore per il nostro paese. Non solo le tracce sono state registrate in Italia durante il tuo ultimo tour, ma l’intera band che ti affianca, è composta da soli musicisti italiani. Che tipo di esperienza è stata e come ti sei trovato con loro?

Da quando ho “sposato” l’Italia, vedo tutto il resto come la mia eredità. Nel 2003, quando ho sposato Francesca, ho dato a mia moglie il mio cognome e lei in cambio mi ha regalato il suo paese!! Mi sono sempre sentito a mio agio in un paese in cui arte, amore e impegno sono valori così forti. Questi sono i valori in cui credo, quindi essere qui mi fa sentire a casa. Le donne sono belle, le persone sono generalmente calorose, la cucina italiana è giustamente leggendaria e la cultura è degna del rispetto che riceve in tutto il mondo.

La mia live band, The Sugar Plum Pharaohs, è per la quasi totalità di Varese e sono tutti ottimi musicisti molto rispettati. È un piacere suonare con loro, miglioriamo ogni volta che suoniamo e non vedo l’ora che arrivi il prossimo concerto!

Durante le mie ricerche, mi è capitato di leggere che Sananda, in lingua sanscrita, significherebbe “Rinascita”. Spiritualmente e simbolicamente, la tua esistenza, è costellata da innumerevole rinascite in personalità progressivamente sempre più strutturate. Sembra quasi, che attraverso te, siano rivissuti gli spiriti di più persone, come in una specie di Samsara evolutivo. Quanto di questa complessa evoluzione, hai tradotto nella tua musica?

La mia evoluzione e la mia musica sono una cosa sola, poiché la musica è la colonna sonora della mia vita e la mia evoluzione è la madre della mia musica. Se sto creando un suono, sto solo indicando dove si sta dirigendo la mia crescita.

Sì, anch’io mi sento un veicolo per diversi livelli di espressione, una specie di canale per una Fratellanza a cui appartengo e per cui combatto, secondo la volontà di un Dio. Il mio ruolo è quello di aiutare gli altri nel loro arco evolutivo e di traghettarli, in modo da accompagnarci a vicenda. Inoltre, credo che quando lasciamo questa terra, non moriamo sul serio, ma semplicemente ci riposizioneremo altrove. Siamo legati ad un “Greater All” ad un “Grande Tutto”. Siamo individui unici, ognuno con la propria esperienza, ma con il nostro lavoro permettiamo ai nostri avi di rivivere attraverso di noi. Qualsiasi sia il mio nome, un artista per essere vero, deve essere sempre in fase di rinascita, se non di Rehab! (ride – ndr).

Uno dei tuoi tratti distintivi, è un forte sentimento anticonformista, che ti ha spinto più volte a sfidare il pensiero comune. Ad esempio, in un momento in cui domina la cultura da playlist, hai pubblicato un monolitico triplo concept album, ma non solo. Nella tua musica, confluiscono invece elementi di vari generi, per creare mistura eterogenea molto personale. Quanto è importante per te distinguerti dalle etichette e classificazioni?

Quello che è più importante, è sempre essere sé stessi! Sii te stesso, sempre e comunque. Noi vogliamo sempre emergere dalla massa, ma per che cosa invece siamo disposti realmente a lottare?
Nelle mie vene scorre sangue misto, sono un nativo americano / scozzese-irlandese / creolo / spagnolo / portoghese / americano. Quindi come dovrebbe suonare la mia musica? Dovrebbe suonare esattamente come me, un “Mongrel”, un bastardo di sangue misto che è davvero molto orgoglioso di esserlo!! Tutta questa mescolanza mi permette di fare la musica che voglio, senza limiti né etichette. La sento è mia e nessuno me la può togliere. L’uomo che può dirmi qual è la mia musica, non è ancora nato. (ride – ndr)

Quindi seguo sempre la mia Musa, il mio sangue e realizzo la musica che il momento richiede. In cambio sento la benedizione dello Spirito della Musica, che continua a suonare nella mia testa. Tutta la cultura appartiene a chi si riconosce in essa. Se la senti, allora ti appartiene. Da dove arriva, non è importante perché ad ogni razza è stato richiesto di portare qualcosa alla festa!

In merito al mio triplo album “Prometheus & Pandora”, è giusto per un artista sentirsi in parallelo con il periodo storico che vive, ma anche di voler marciare al tempo della propria batteria.
Nessuno sa mai se c’è abbastanza musica per un triplo album. Quindi, quando c’è ed è lì davanti a te, GO FOR IT! Approfittane, perché il tempo e l’ispirazione (per non parlare della resistenza) potrebbero non tornare più!

Questo lavoro, mi ha dato la possibilità di conoscere sia artisti affermati come te, sia giovani talenti che si affacciano per la prima volta in questo mondo. Rispetto a qualche anno fa, ci sono molti più mezzi e risorse, per potersi creare autonomamente una carriera artistica più o meno solida, senza dover quasi dipendere da etichette varie. Per la tua libertà, invece, hai dovuto lottare e non poco. Avendo vissuto sulla tua pelle l’epoca di “mezzo” della storia della musica, con il collasso del vecchio ordine dello showbiz, credi davvero che gli artisti oggi siano più liberi che in passato?

Se gli artisti di oggi non sono più liberi rispetto al passato, allora perché cavolo ho sofferto in prima persona, sacrificando la mia vita per questo? Stavo forse sognando? Sento che con quello che ho fatto e con il mio percorso, di essere stato un sacrificio dovuto per permettere ora a molti artisti che sono venuti dopo di me, di essere totalmente liberi! Anche se la maggior parte di loro sono cresciuti davanti alle App dei loro cellulari e sono troppo giovani per rendersi davvero conto, che questa vita è stata preparata per loro, che sono oggi liberi, grazie alla sofferenza di chi ha vissuto per questo ideale.

Ma questo è il ruolo di un pioniere e, come sempre, poi chi raccoglie i meriti, sono quelli venuti dopo che Il ponte è stato costruito. Io ho fatto quello che il mio Karma ha richiesto. Sono orgoglioso di aver servito e svolto il mio dovere come guerriero della cultura. Chiunque siano queste giovani innocenti e coccolate menti, il tempo dice che meritano l’opportunità che ora hanno di ricreare il mondo a loro immagine. Certamente non possono fare peggio di noi!!

Per quanto mi riguarda, rispetto e onoro il tempo che ho trascorso all’interno del sistema e dell’industria musicale, perché mi ha permesso di ottenere un’istruzione. Ne ho pagato il caro prezzo di sicuro, ma in cambio ho ricevuto dalla mia esperienza una formazione molto solida, quella che mi permette ora di correre ed essere coinvolto in ogni aspetto della mia attività come e quando voglio. Ho pagato con il mio sangue, ma ora sono libero.

Spesso, ho letto che come motore propulsivo delle tue scelte e della tua arte, c’è l’amore. Dove ti porterà prossimamente questa spinta? Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni da Sananda Maitreya?

Ad un certo punto mi è stato chiesto di essere coinvolto personalmente alla realizzazione di un film, di un libro, “Pandora’s Playhouse” (il mio prossimo progetto in studio), il  MUSICAL di “Prometheus & Pandora” ed un nuovo tour. Se Dio e il destino sono ben favorevoli, io ci sono, sempre! Tengo le dita incrociate sul fatto che l’amore per questo lavoro continui e si rinnovi ogni giorno, mantenendomi sempre appassionato, senza lasciarsi affogare dalla follia del mondo che ci circonda .

Prendete spunto da me, il mantenere una “Legacy” per un artista è un lavoro molto più difficile di quanto sembri, ben più duro di quando agli inizi si sogna di averne una!


Grazie ancora VIVA MAG,
VIVA, VIVA MAG!!! 


Resta Aggiornato su Sananda Maitreya:

www.sananda.org
www.youyube.com/sanandamaitreya

new live album : www.sananda.org/newmusic

Un pensiero riguardo “Sananda Maitreya – l’intervista di VivaMag

  • 15 Marzo 2020 in 17:09
    Permalink

    Grande Sananda e grazie per la tua arte e per la tua musica.
    Ascoltarla mi fa stare bene, sempre!

    ah e buon compleanno 15 Marzo 2020
    ciao mitico !

    Risposta

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