Scarda – l’intervista di VivaMag

Fra pochissimi giorni (sabato 19 gennaio) il cantautore Scarda calcherà le scene delle Cantine Coopuf di Varese per una delle date del suo “Tormentone” tour. Abbiamo approfittato di questa occasione per contattare l’artista (non senza qualche divertente difficoltà!) e porgli qualche domanda per farvelo conoscere meglio …

Ciao Nico, vuoi raccontare ai pochi lettori che ancora non ti conoscono “chi è Scarda”?
Scarda é un trentaduenne che scrive canzoni, che vuole fare cantautorato ma allo stesso tempo essere pop, come Battisti o Battiato, ma peggio.

Da quale necessità o quale è stato il momento che ti ha rivelato la vocazione per il cantautorato?
Molto banalmente mi aveva lasciato la donna e volevo morire. Oltre a questo suono la chitarra in stanza da quando ho 14 anni, ai falò ero bravo, quindi in quel periodo in cui non ci stavo molto con la testa ho pensato che potevo provare a fare il cantante. Ora che (forse) con la testa ci sto… continuo

Scarda e il cinema: è una storia d’amore che nasce da lontano? Vuoi parlarci della tua collaborazione per il film “Smetto quando voglio”?
Suonavo a un open mic. Mi ha visto la ragazza del regista, mi ha filmato, glielo ha fatto vedere e mi ha chiamato. È nato tutto così, ho scritto la title track per i tre film della saga e di queste tre canzoni quella che ha riscosso più consensi è stata la prima. È stata anche la canzone con la quale ho scoperto che se voglio, riesco a scrivere anche su commissione

Napoli, Vibo Valentia e poi Roma. Cosa caratterizza secondo te la scena musicale del centro sud? O meglio che differenze percepisci quando ti capita di suonare dalle nostre parti?
La scena musicale napoletana la conosco poco, in Calabria invece ci sono davvero pochissimi progetti di respiro nazionale, Roma é il centro nevralgico del cantautorato nelle sue nuove forme e Milano é Trap. Quando vengo a suonare al Nord non trovo molte differenze rispetto al centro perché il pubblico che viene ai miei concerti a livello caratteriale é sempre quello. Al sud può accadere che il comportamento del pubblico sia diverso ma solo perché c’è meno abitudine a stare ai concerti, ti mostrano uguale affetto ma in modo diverso.

“Tormentone” è il nome del tuor che attualmente ti vede impegnato in moltissime date praticamente in tutta Italia. Che rapporto ha Scarda con la performance dal vivo? O sono piuttosto lo studio e la composizione ad essere le dimensioni a te più congeniali?
Il mio rapporto con la performance dal vivo è di vero e proprio amore, mi piace stare sul palco, mi piace quando il pubblico segue, canta, ti sta vicino. Addirittura potrei dire che il palco mi provoca eccitazione. Anche la composizione é una bella fase, ma é un piacere diverso, é come il piacere che ti provoca un caminetto acceso. Dal vivo invece ci stai dentro al caminetto, il fuoco sei tu! La fase studio é quella che trovo più faticosa, a volte ci sono fasi lunghe e noiose in cui non si riesce a far girare bene il pezzo. Ma quando si supera questo momento di stallo e il pezzo suona bene la soddisfazione é tanta.

Quanto conta saper scrivere canzoni d’amore (finito, mai nato, ecc…) per un cantautore?
Molto, é l’argomento che interessa di più all’essere umano, oltre alla carriera, i soldi e il meteo. Parlare di soldi e di carriera non é bello a meno che tu non sia un trapper, il meteo é un argomento difficile da trattare se non come contorno, ecco quindi che saper cantare d’amore é fondamentale se vuoi che qualcuno trovi un buon motivo per ascoltarti. A parte ciò, si spera che uno scriva d’amore mosso dal sentimento, quando il sentimento é davvero forte e il talento narrativo non manca, la poesia viene da se

Credi in Sanremo? (non il Santo ma la manifestazione!)
Non ci credo ma ci spero

Cosa ti piacerebbe fare prima dei tuoi 40 anni?
Comprare casa

E invece una collaborazione artistica che sogni da sempre?
Battiato

I tuoi progetti per il futuro?
Continuare a girare con il tour, forse fare uscire qualche singolo nuovo, insomma continuare il percorso, molto semplicemente. Cercare di crescere.

Vincenzo Morreale

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