Senhal – Parapendio

Artista: Senhal

Album: Parapendio

Etichetta: Dischi Mancini

Voto: 8/10

Non vogliatemene, amici intellettuali e grandi esperti, nostalgici degli anni di musica che furono. Ma mi permetto di dire che in queste nove tracce di “Parapendio” ho percepito subito un fantastico richiamo a Franco Battiato. Lo dico subito, per farvi immergere nelle atmosfere di questo album: sarà per la voce un po’ metafisica che canta da lontano melodie spesso ipnotiche, sarà per le vibrazioni oniriche che abilmente accompagnano i testi. Il tutto è davvero molto piacevole e rilassante, oltre che positivamente insolito se pensate che è l’album d’esordio di una band di giovanissimi.

Il volo e le visioni dall’alto sono sicuramente un punto fermo nella mente creatrice dei testi (N.d.r.: ad opera di Donatello Deramo – voce e chitarra) tanto che la prima traccia che dà il titolo all’album, Parapendio, alterna momenti di attesa dove ritmo soffuso e voce in trance cullano l’ascoltatore, a momenti veri di “lancio e di respiro dall’alto”, dove la musica esplode all’invito della voce: “Guarda… guarda… guarda”.

L’introduzione di Fiori, unica traccia scritta da Davide Morelli (batteria), con uno strimpellare di chitarra quasi da Nirvana acustici nulla fa presagire dei giochi tra synth e strumenti che confluiscono in un’originale e ipnotica melodia che dapprima si ferma per poi per dare spazio al basso (Francesco Petitti) e al ritmo. La voce, sempre “da un sogno”, si muove sostenuta da chitarre ampie e dalla ritmica decisa.

Non posso svelarvi ogni singola atmosfera che in questo album viene abilmente creata ma vi assicuro che vale la pena un ascolto attento e concentrato. Perché le origini cantautoriali di queste musiche sono magistralmente mescolate alle sonorità elettroniche e sanno creare dimensioni ulteriori rispetto all’uso dei soli strumenti.

Gli spazi che si aprono ascoltando “Parapendio” sono molto simili a quelli che si godono lanciandosi nei cieli e ammirando dall’alto un paesaggio con un punto di vista nuovo e magico.

Sofia Parisi

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