18 Giugno 2019

The Doormen - Plastic Breakfast




Artista: The Doormen
Titolo: Plastic Breakfast
Etichetta: MiaCameretta Recordas/Godfellas
Voto: 6,5/10

Plastic Breakfast, questo il titolo del quarto lavoro dei ravennati The Doormen, una band incisiva, ruvida, che annovera nei suoi trascorsi, produttori del calibro di Paolo Mauri (Afterhours, Le Luci della Centrale Elettrica, La Crus, Prozac+). Il suono, evidentemente più marcato rispetto ai progetti precedenti, denota la spigliatezza di chi possiede piena consapevolezza delle proprie virtù. Le differenze sonore, ricercate di proposito, raggiungono alti livelli in tutta la struttura melodica, attraverso nuove sperimentazioni, nuovi approcci che denotano l’attenzione per il particolare. Le evoluzioni variano, ma tracciano un percorso psichedelico, new wave che sfocia in venature indie rock, senza che si perda la visione degli ideali compositivi. U.R.U. apre le danze, presentandosi con un riff coerente, intervallato da virtuosismi appena accennati, che introducono una linea vocale capace di catapultarci direttamente negli anni ‘90. Differente, come se avesse cambiato pelle e con timbriche più cavernose Everything for you, scandisce un passaggio vintage, per non tradire le proprie radici, le origini di uno stile che non corre il rischio di imitare se stesso. Il “gioco” dei riferimenti sonori si sposa perfettamente con le similitudini. Credo altresì che l’ascolto libero da costrizioni e analogie sia attuabile, e abbia tutto il potere di tenerci incollati a questo disco. La monumentale Have you ever (il brano più lungo dell’album) catalizza l’attenzione verso il finale, dove un crescendo incalza, fino all’esplosione decisiva e struggente. In fin dei conti, questo lavoro si identifica come una notevole conquista nel panorama musicale odierno, che cresce e si afferma, ma senza la presunzione di sentirsi eroi.

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