The Killerfreaks – L’Intervista di VivaMag

L’idea dei Killerfreaks nasce nel lontano 2003 e, dopo un primo demo nel 2005 (Jeffrey’s Song) e numerosi cambi di formazione, realizzano il loro primo vero album nel 2011 con “Flesh, Blood and Rot’n’Roll”, infine quest’anno nasce la loro ultima creazione “A Load of Rott’n’Roll”.

Allora ragazzi, come descrivereste il vostro suono e il vostro stile musicale attuale?

Il nostro sound è un Rock potente con influenze che spaziano dal Punk, al Metal, al Glam. Non ha un canone specifico, a seconda della canzone si passa da sonorità più festaiole a sfuriate veloci e selvagge, il tutto ovviamente condito da testi horror, spesso ironici.  Il concetto alla base del nostro sound è trasportare in musica l’atmosfera dei film horror anni ’80 (che per altro avevano colonne sonore ricche di brani Metal), quei film che  rivisti oggi non fanno “paura”, ma  che divertono grazie  ad effetti speciali kitch e trame grottesche.

Cosa pensate sia cambiato dal vostro primo album?

Tutta la formazione a parte me! (Mefisto) Ahahaahah! Diciamo senza false modestie  che dopo 13 anni di attività, forse non essendo una band “convenzionale”, oggi abbiamo la  consapevolezza di essere diventati per alcuni un piccolo “cult”.  Un tempo era impensabile avere fans che acquistassero più copie o che addirittura le incorniciassero! Per il resto siam sempre pirla.

Da dove viene l’idea del vostro nome?

The Killerfreaks vuol dire letteralmente “I fenomeni da baraccone assassini”, suona un po’ come la “rivincita del diverso”, di quelle persone che magari per le loro diversità, anche solo estetiche, non vengono accettate dalla società. Ricordo quando da ragazzo venivo mal visto solo perchè vestivo di nero o portavo i capelli lunghi (cosa che continuerò a fare) o quando a causa della mia vistosa cicatrice sulla fronte o delle vitiligini, spesso mi sono sentito gli occhi addosso o peggio ancora, rifiutare un’assunzione con mille scuse idiote.  Ad oggi me ne sbatto, forse anche perchè grazie alla gente conosciuta ai live non mi sento più l’unico.  Il “circo dei killerfreaks “ è quel posto ideale, dove chi è “particolare” si sente a casa ed è libero di far festa.

Per quanto riguarda il vostro video “Horns up & Video Tapes”, da dove viene l’ispirazione e chi ha contribuito alla sua realizzazione?

Avevo pensato di fare un video dove sovrapporci con il greenscreen a delle immagini tratte dai film che citiamo nella canzone, quindi mi sono rivolto al mitico GioVaschi (autore anche del precendente clip dei ‘freaks, intitolato “Nekrophilia”), che essendo un fottuto geniaccio, in quattro e quattr’otto ci ha sfornato un piccolo gioiello. Infine abbiamo usato la marionetta del remake di Godzilla, ribattezzata “Gozo” che ci fa da schiavetto, un po’ a rimarcare il nostro astio verso i remake.

Quali sono i vostri modelli musicali e le vostre influenze? Sia per quanto riguarda la composizione che l’attitudine sul palco.

E qui è un casino. Essendo musicalmente onnivori ci influenza di tutto. Personalmente ci tengo a sottolineare un percorso che ho fatto ricercardo artisti vari dell’ Horror/Shock Rock da Screamin’ Jay Hawkins, a Screamin’ Lord Sutch, fino ad Alice Cooper, Agony Bag, Misfits, Kiss, il Rocky Horror Picture Show, Twisted Sister, primi WASP e via dicendo… Sicuramente nei Killerfreaks c’è un po’ di tutto questo.

Come vivete il vostro rapporto con il pubblico?

Siamo tutti killerfreaks! Il pubblico è parte integrante della band e credo appaia evidente ai nostri show, dove il più delle volte (quando logisticamente si riesce), scendiamo a far baldoria con loro.

Ci sono stati sei live che avete fatto che non dimenticherete?

Sicuramente il primissimo concerto, quando aprimmo ai Collettivo 01 dell’ amico Stefano Morandini (Madboys Eventi) nel 2004, le serate al RockInnSomma, i concerti per le presentazioni dei dischi, l’incredibile nottata da film dopo un live a Torino, il Wings of Bea Metalfest di Santhià, la festa dark/bondage a Cusano Milanino (che personaggi e quante risate!) e le volte che abbiam suonato coi Crimson Ghosts (gruppo tedesco tra i più influenti nel genere Horror Punk) e coi Domine che sono da sempre stati una di quelle band che idolatravamo da ragazzi.

Concerti a cui avete invece assistito che vi sono rimasti impressi e hanno inciso sul vostro modo di suonare?

Sicuramente Kiss e Misfits su tutti, anche se la scintilla è nata ad un motoraduno nel 2001 (il compianto Ottombrefest) con l’esibizione degli Sluter, band Glam/Shock Rock di Tirano (SO), dove io e Veleno (co-fondatore della band) iniziammo a chiederci perchè in zona non ci fosse nulla di simile. Poi un paio d’anni dopo decidemmo di mettere in cantiere una band che avesse qualcosa di diverso dalle altre (e da lì il largo uso di make-up, costumi di scena e props horrorifici)

Avete date in programma per i prossimi mesi?

Per ora posso dirti che ci sono tante novità in cantiere ma non posso sbilanciarmi!

Mentre per quanto riguarda i vostri progetti più a lungo termine?

Ovviamente diventare i pensionati più rock e folli del varesotto! Troppo a lungo termine? Vabbè diciamo continuare a far casino coi nostri amici e fans e scrivere un disco così tamarro e di cattivo gusto da far invidia ai tronisti della De Filippi.

 

Sara Ferraro

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