Un posto al cinema – Il Caso Spotlight

Il caso Spotlight

Regia di Tom McCarthy

La pedofilia nella Chiesa. Un argomento spinoso, complesso, variegato che nondimeno il Boston Globe ebbe il merito di portare alla luce ancora nel lontano 2001, e dal quale prese piede la catena di eventi terrificanti che scossero il Vaticano fino alle fondamenta. Il film ricostruisce il lavoro febbrile di giornalisti che scavano tra le sottane di sacerdoti all’apparenza innocui, alla ricerca di una confessione, un’ammissione di colpevolezza, un parziale riconoscimento delle proprie malefatte. Tom McCarthy, tra i soggettisti del film animato Up (2009), raccoglie un magic team di attori hollywoodiani, tutti oliati e calibrati, a partire da Mark Ruffalo e Rachael McAdams, parte di una squadra, appunto quella del caso Spotlight, che inizia con il raccogliere le testimonianze di molti giovani abusati ancora in età preadolescenziale, e le cui vicende di ordinaria violenza furono occultate dalla diocesi locale con cospicui risarcimenti alle famiglie. McCarthy non dirige un thriller giudiziario, e nemmeno un giallo giornalistico. La sua concezione del cinema, almeno in questa pellicola, è calligrafica, manichea, a suo modo dogmatica, un po’ come poteva esserlo un certo cinema di Lizzani nel tratteggiare nettamente la linea d’ombra che divide il Bene dal Male, che separa la luce dalle tenebre. Lo scopo del suo lavoro non è tanto chiarire le circostanze che spinsero parte della diocesi di Boston a spostare, a trasferire i propri sacerdoti in odore di pedofilia, quanto inscenare, cioè mettere in scena, pianificare, ricostruire un movimento di opinione partito dal Boston Globe e fattosi poi virale, spalleggiato dai lettori, dai media, dalla gente comune, persino dagli stessi membri del clero.

www.cinequanon.it

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